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venerdì, 15 dicembre 2017
Articolo di: venerdì, 11 febbraio 2011, 2:45 p.

«Miriam e David sono tornati a casa»

Lieto fine per la battaglia della mamma di Nebbiuno, i cui figli erano stati portati in Marocco dal padre

NEBBIUNO - La fine di un incubo. Anna Maria Fornara, la mamma di Nebbiuno, dopo mesi di lotta, speranza e coraggio, è potuta tornare a casa insieme ai suoi due bambini, David e Miriam, portati in Marocco dal padre Said Sukri nel mese di luglio dopo che l’uomo, 42 anni, taxista a Verbania, si era allontanato da Belgirate con i due bambini di 14 e 7 anni. Ora la mamma ha potuto riabbracciare i suoi figli. Sabato una telefonata le ha aperto il cuore e la speranza: «Ho ricevuto la chiamata che mi diceva che i miei figli erano da una cognata. Domenica mattina sono partita immediatamente da Malpensa prendendo il primo volo per Casablanca. Sono arrivata che erano le undici, dopo circa un’ora li ho potutiti vedere. La mia gioia è stata immensa. Ho cercato di preparami prima, in modo da evitare manifestazioni eccessive quando li avrei rivisti. Fin dall’inizio con loro sono stata serena e tranquilla. E soprattutto in questo periodo per David e Miriam è importante anche riacquistare la serenità, anche se i bambini non hanno capito quello che è successo. Avranno bisogno di tranquillità. Lunedì intorno alle 18 ci siamo imbarcati a Casablanca per poi atterrare verso 23 all’aeroporto di Venezia dove ad attenderci c’era il mio avvocato, Gabriele Bertolio, che ci ha portato in macchina fino a Nebbiuno, e poi in nottata finalmente il rientro a casa». Ad aspettarli l’altra sorella Sara,che nel frattempo aveva preparato la cameretta con le lenzuola pulite. Un’odissea lunga oltre sette mesi per questa mamma, che si era vista portare via i figli dall’ex marito. Anna Maria già nel mese di gennaio si era recata una seconda volta in Marocco perché sembrava che qualcosa si stesse muovendo, ma poi niente. «Fondamentale è stato il contributo fattivo e costante del consolato italiano di Casablanca -spiega la donna- Il 15 gennaio, dopo che ero stata in Marocco per tre mesi fino a dicembre, sono tornata per circa quattro giorni perché mi avevano detto “ci sono delle novità” ed ero convinta di tornare con loro, ma invece nulla. Quello è stato il periodo più difficile perché sembrava ci fossero tutti gli elementi per riuscire a risolvere la questione e invece sono dovuta tornare a casa senza David e Miriam. Poi la telefonata dell’altra sera ha riaperto le speranze». E di speranza, grinta questa “donna coraggio” ne ha avuto da vendere.

 Felice anche la nonna Rosita Minerva: «È stata lunga ma finalmente i bambini sono a casa. Mia figlia ha avuto la costanza e il coraggio di lottare tutti questi mesi». Già da giovedì nella casa di Nebbiuno vicino al municipio si è tornati alla normalità: David è andato ad Arona per il suo primo giorno di scuola al liceo “Enrico Fermi” dove frequenterà la prima superiore. «Il preside Pier Bartolo Giromini è stato prezioso dal momento che ha dato la possibilità di frequentare la prima senza perdere l’anno. Dà a David la possibilità di impegnarsi e di applicarsi al massimo nello studio». Ad aspettare Miriam ci saranno i suoi compagni alla scuola elementare di Nebbiuno.

Ma «la paura in tutti questi mesi - dice mamma Anna Maria - è stata forte, perché in tutti i casi come il mio non è mai successo che un genitore straniero ottenesse giustizia. In Marocco tre anni fa però è cambiata la legge: prima tutti i poteri erano in mano al padre. Ora questa legge di diritto di famiglia istituita un paio di anni e ancora in via sperimentale è più aperta anche verso le mamme».

E alle mamme che si trovano nella sua condizione consiglia di «non perdersi d’animo, spendersi  sempre in prima persona senza delegare perché la causa è troppo importante».

Maria Nausica Bucci

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Articolo di: venerdì, 11 febbraio 2011, 2:45 p.
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