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domenica, 17 dicembre 2017
Articolo di: martedì, 26 luglio 2011, 4:43 p.

«Troppo disinteresse», padre Angelo si dimette

Gesto di protesta del presidente della riserva del Sacro Monte di Orta

ORTA SAN GIULIO - Paiono irrevocabili le dimissioni di padre Angelo Manzini dal ruolo di presidente della Riserva del Sacro Monte di Orta, che saranno ufficiali a partire dal prossimo 1° settembre. Presentate lo scorso 30 giugno in segno di protesta, vengono motivate dal religioso con il lungo tempo trascorso in attesa di veder concretizzati alcuni lavori necessari alla fruibilità del sito che unisce ad un ampia riserva naturale, un invidiabile patrimonio artistico costituito dalle venti cappelle dedicate alla vita di San Francesco d’Assisi e dalla chiesa di S. Nicolao. Complesso monumentale che, iniziato a fine Cinquecento, è inserito nel Patrimonio mondiale dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

«Ho dato le dimissioni – ha detto padre Angelo – in quanto, a mio avviso, c’è disinteresse da parte del Comune e si sono persi, in questi anni, molti lavori e finanziamenti, attesi dal 1982, tra cui posti macchina e il rifacimento dei servizi igienici. Inoltre il 30 giugno sono scaduti i termini per il contributo regionale per la nuova zona pic nic coperta di cui né Orta, né l’Isola, né il Parco dispone. Avremmo fatto un’area coperta con servizi, ma ci sono state difficoltà a seguito dei rapporti tra Villa Serena e Comune. Quest’ultimo non ha sottoscritto un concordato tra Villa Serena, Comune stesso ed il sottoscritto, con la conseguenza di perdere trecentomila euro di finanziamenti. Dunque, vista la situazione, non intendo più prendermi responsabilità che non mi competono. E ho scelto di dare le dimissioni». Padre Manzini, anche se entrerà in vigore il preannunciato accorpamento dei Sacri Monti, rimarrà membro di diritto del Consiglio direttivo dell’Ente formato da tredici persone in rappresentanza di Regione, Provincia e dei Comuni di Orta, Ameno e Gozzano. Tra le eventuali ipotesi che potrebbero verificarsi nel caso che l’attuale Consiglio direttivo decida, anch’esso, di dimettersi, «c’è il commissariamento – ricorda il francescano - come è successo a Varallo».

Maria Antonietta Trupia

Articolo di: martedì, 26 luglio 2011, 4:43 p.
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