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lunedì, 18 dicembre 2017
Articolo di: venerdì, 04 marzo 2011, 12:00 m.

“Cose di casa Marazza”, chicche in mostra

Cimeli della prestigiosa famiglia in esposizione fino al 19 marzo

BORGOMANERO - Merita proprio una visita la mostra “Cose di casa Marazza” allestita nella seicentesca villa che l’onorevole Achille Marazza, scomparso nel 1967, donò al Comune e che dal 1971 è sede della prestigiosa Biblioteca Pubblica e Casa della Cultura. Si tratta di una mostra di fotografie e oggetti legati a Marazza, alla sua casa e alla vita quotidiana dei suoi abitanti. Al primo piano accanto al “salone d’onore” è stato fedelmente ricostruito il “salotto buono” mentre al piano terra, nello spazio espositivo, si possono ammirare oggetti appartenuti  non solo all’ex parlamentare (tra questi la macchina per scrivere, il tesserino di deputato della Costituente e alcune lettere autografe) ma anche della mamma Delia Bonola e dello zio materno l’avvocato Giulio Bonola Lorella, morto nel 1939 che al nipote Achille lasciò tutti i suoi averi compresa la grande Villa. L’inaugurazione della mostra (visitabile gratuitamente negli orari di apertura della Biblioteca sino al 19 marzo) è stata preceduta sabato mattina da un convegno organizzato per festeggiare il 40° di apertura della Biblioteca, convegno che purtroppo è stato seguito da poco più di venti persone, addetti ai lavori compresi. Un convegno estremamente interessante aperto dal presidente del Consiglio di Amministrazione della “Fondazione Marazza” Paolo Bignoli  e proseguito con gli interventi di Dimitri Brunetti, responsabile del settore biblioteche, archivi e istituti culturali della Regione Piemonte e del dottor Paolo Traniello, docente all’Università di Roma e primo direttore della Biblioteca Marazza dall’apertura sino al 1976, quando lasciò il posto all’attuale direttore Eleonora Bellini. Ivano Riboli, insegnante all’Università Cattolica di Milano e Giovanni Cerutti, ricercatore e biografo di Marazza, hanno invece parlato della figura dell’ex parlamentare, esponente di spicco della Dc che il 25 aprile 1945 in Arcivescovado a Milano trattò per conto del Comitato di Liberazione Nazionale (Cln) la resa incondizionata di Benito Mussolini e dei gerarchi fascisti.

c.p.

 

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Articolo di: venerdì, 04 marzo 2011, 8:43 m.

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