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lunedì, 20 novembre 2017
Articolo di: sabato, 17 marzo 2012, 3:35 p.

“La mia casa non è (più) un albergo”

Claudia Tizzoni di Cureggio per un anno ha vissuto in hotel

Quante volte avete sentito ripetere “questa casa non è un albergo”? Per una anno intero, invece, Claudia Tizzoni, 28enne originaria di Cureggio ha potuto dire esattamente il contrario. La giovane novarese infatti ha vissuto per 365 giorni in un lussuoso hotel di Milano, grazie ad un concorso indetto da Hrs, un portale di prenotazioni online. Un anno straordinario che è terminato il 14 marzo. “Mi sto per trasferire ed è davvero strano ora ritrovarsi in una casa normale” racconta Claudia.  

Il concorso l’ha vinto narrando i suoi 4 anni di vita “nomade” per Milano, dove lavorava e lavora come ingegnere energetico. “Case in affitto a caro prezzo, convivenza con altri inquilini, che ho descritto in modo ironico” ricorda. Uno spaccato di vita reale, che le è valso il consenso della giuria tecnica e le preferenze degli utenti di Internet. Così Claudia ha potuto trasferirsi in albergo come promesso dal concorso: colazione gratis, cena scontata e una camera sempre pronta per lei. “E’ stata un’esperienza curiosa ma davvero bella” dice. Oltre ai chiari lati positivi di avere una casa così particolare “in pieno centro a Milano”, l’anno di Claudia è stato straordinario anche per gli incontri. “All’inizio i dipendenti dell’albergo non mi conoscevano ancora e rimanevano a bocca aperta quando alla domanda “quanto si ferma?” rispondevo “fino al 14 marzo 2012” – sorride – Poi sono diventati quasi una seconda famiglia”. Gli ospiti oramai Claudia li riconosce con un’occhiata: “Uomini d’affari, turisti, professionisti si assomigliano tutti”. E con qualcuno è nata anche un’amicizia: “Una giornalista turca ad esempio era preoccupata di sentirsi sola perché sarebbe rimasta un mese in albergo, così le ho raccontato di me e siamo uscite insieme” dice.

Anche i famigliari di Claudia sono stati coinvolti nella straordinaria avventura. I genitori, che vivono a Piano Rosa di Cureggio, sono stati più volti ospiti della tripla della figlia; così come le amiche e la sorella che ci ha passato pure il post addio al nubilato. “E’ stato divertente e devo dire che i miei genitori erano quasi più esaltati di me” continua Claudia. La sua vita in hotel l’ha resa famosa: una comparsata ad Unomattina, interviste sui principali quotidiani e in tivù. “Cose che probabilmente non avrei mai fatto”.

Ora che l’esperienza in hotel è finita, la giovane novarese però si è organizzata da capo come tutti: “Stavolta basta coinquilini, ho preso un monolocale tutto per me, anche grazie ai soldi che ho risparmiato durante l’anno trascorso in hotel”. Una casa che potrà finalmente arredare come vuole perché: “l’unico problema di stare in albergo è di non poter personalizzare nulla”. Un piccolo lato negativo in un’esperienza comunque straordinaria: “Mi manca già – rivela – Vuoi mettere che bello tornare e non trovare la casa come l’hai lasciata ma ordinata e profumata a nuovo?” Eh sì, purtroppo questa casa non è un albergo!

Lucia Panagini

 

Articolo di: sabato, 17 marzo 2012, 3:35 p.
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