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sabato, 16 dicembre 2017
Articolo di: martedì, 08 febbraio 2011, 12:00 m.

“Mi è passata la sete”

E' un ottimo suggello alle prime due edizioni di “Un soffio per la vita”

BORGOMANERO - “Mi è passata la sete”: questo commento di uno studente, ironico e lapidario, è un ottimo suggello alle prime due edizioni di “Un soffio per la vita”, i convegni organizzati dall’assessorato alle Politiche Giovanili e dedicati ai rischi dell’abuso di alcol che hanno coinvolto tra il 2009 e il 2010 circa ottocento studenti delle scuole superiori. Quest’anno “Un soffio per la vita” ha allargato lo sguardo alle altre dipendenze, dalle più note alle cosiddette “smart drug” o “social drug”, pasticche che vengono assunte per essere più “smart” cioè più brillanti in discoteca e con gli amici. L’assessore Roberto Nonnis, che ha organizzato il convegno tenutosi la scorsa settimana nella sala conferenze dell’auditorium scolastico di via Aldo Moro, ne illustra così le finalità: «Nonostante se ne parli poco, o solo in occasione di episodi di cronaca di particolare gravità, le droghe continuano ad essere uno dei principali problemi dei nostri giovani. Non tanto per la loro diffusione, perché, soprattutto nelle nostre zone, le principali agenzie di socializzazione (famiglia, scuola, associazioni, oratori) funzionano ancora. Il pericolo maggiore è invece costituito dalla facilità con cui si possono trovare le sostanze e soprattutto dalla diffusione di una cultura che ne giustifica l’uso a scopi “ricreativi”, minimizzando i devastanti effetti a lungo termine sulla salute e sulla psiche dei giovani». I vari relatori  hanno inquadrato il fenomeno sia dal lato scientifico e sanitario, sia dal lato umano ed esistenziale. Il primo aspetto è stato al centro dell’intervento di Lucia Colombo, psicologa del Sert di Borgomanero, del secondo si è occupato invece don Dino Campiotti responsabile della Caritas diocesana con accenti sobri, ma densi di vita vissuta. Le parole del sacerdote hanno avuto un’eco ancora più drammatica durante l’intervento di Manuele, ex ospite della comunità di recupero di Villa Segù, che ha raccontato senza enfasi, ma con gli accenti di verità che solo chi ha provato sulla propria pelle certe esperienze sa dare, la sua “discesa agli inferi” nel mondo della droga, col corollario di furti, sotterfugi e carcere, e della sua rinascita come uomo grazie all’aiuto della Comunità di don Dino e a un difficile ripensamento della sua vita. I calciatori del Novara, Matteo Centurioni e Manuel Scalone, hanno invece testimoniato come, al contrario, si possano raggiungere importantissimi risultati solo con l’impegno e la dedizione senza fare ricorso a certe sostanze. I giovani studenti presenti in sala sono stati parte attiva del convegno: diversi di loro hanno infatti ideato il logo e la locandina della manifestazione, hanno scelto i video che sono stati proiettati e hanno curato gli intermezzi musicali assicurando l’intero service audio video dell’evento. Conclude l’assessore Nonnis: «La collaborazione tra scuole e assessorato si va perfezionando sempre più. Mi ha fatto molto piacere che in questa occasione siano stati molti i giovani che spontaneamente si sono offerti di collaborare. Li ringrazio di cuore, così come ringrazio i dirigenti scolastici e i docenti che in queste settimane ci hanno aiutato, in particolare i professori Barbara Deregibus, Stefano Maulini , Patrizia Valloggia ed Eguenio Milani».

Carlo Panizza

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Articolo di: martedì, 08 febbraio 2011, 10:21 p.
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