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domenica, 17 dicembre 2017
Articolo di: lunedì, 05 settembre 2011, 2:37 p.

“Stop al consumo del territorio”: basta costruire, meglio recuperare

Il movimento propone una moratoria per la misurazione dell’edificato

ORTA SAN GIULIO - Una moratoria che preveda, prima di dare il via a nuove costruzioni, la misurazione di quanto già edificato. È la proposta del movimento (sorto nel 2008) “Stop al consumo del territorio” che ha rilevato come il “costruito inutilizzato, in Italia, corrisponda ad una quota pari al 30 - 40%”.

Nell’ambito degli eventi promossi dall’Associazione Ernesto Ragazzoni in occasione dell’“Ecomostra 2011. L’ambiente e l’architettura del Cusio. Fatti e misfatti” sono intervenuti Alessandro Mortarino (coordinatore nazionale di “Stop al Consumo del territorio”) e Marco Pagani (fisico e blogger di ecoalfabeta.it). Introdotto da Cesare Bermani (presidente dell’Associazione Ernesto Ragazzoni), il convegno di fine agosto “Salviamo il paesaggio, difendiamo il territorio” ha dunque sviluppato i temi della progettazione territoriale e del consumo di suoli fertili. «Si sta profilando – ha detto Mortarino – un profondo cambiamento, con la messa in crisi del sistema dei consumi di acqua, aria, terra, suolo. Il nostro movimento si propone di ispirare piani regolatori che nascano dopo il censimento dell’esistente». Ricordata l’approvazione, a luglio, del piano territoriale della Regione Piemonte che sancisce contenimento e difesa del suolo.  Partendo dalla consapevolezza che «dopo il mito dello sviluppo ora ci si trovi in una fase di chiusura della frontiera, che le risorse siano in esaurimento e non ci siano più luoghi ove emigrare». Animati gli interventi di professionisti e amministratori. Giovanni Gramegna (Fai - Novara) ha rilevato la costruzione, nella città gaudenziana, di decine di migliaia di vani nell’ultimo ventennio e tratteggiato le previsioni per il futuro. Lorena Meda (tecnico comunale) ha ribadito la necessità di diffondere i principi del risparmio nel consumo del suolo. Mentre il sindaco di Ameno, Micaela Gerardi ha ricordato «la bassissima quota edificata del Comune, ma anche la necessità di pensare a percorsi di sviluppo ecocompatibile per i giovani», a fronte della perdita di significative realtà produttive capaci, un tempo, di offrire lavoro (come ex Bemberg). Per Alberto Buzio (ex primo cittadino di Omegna) «c’è carenza di coscienza urbanistica; è necessario esercitare in maniera associata una politica di incentivi per promuovere uno stop del consumo del territorio».

Maria Antonietta Trupia

 

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Articolo di: lunedì, 05 settembre 2011, 2:37 p.
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