Corriere di Borgomanero

Periodico Indipendente di Borgomanero, Cusio e Bassa Sesia

montipo

Il giornale di Oggi

Sfoglia abbonati
sabato, 16 dicembre 2017
Articolo di: venerdì, 29 luglio 2011, 1:01 m.

A Orta, dove l’acqua è un incanto

A Palazzo Penotti Ubertini in mostra Canaletto e i vedutisti

ORTA SAN GIULIO - Anche questa estate a Orta, presso Palazzo Penotti Ubertini, è stata allestita una mostra di grande prestigio: è dedicata alle opere del Canaletto e di altri vedutisti del Settecento e dell’Ottocento. Elemento comune, che lega i dipinti esposti al borgo di Orta, è la presenza dell’acqua: non solo per la capacità che essa ha di riflettere e di rifrangere la luce e quindi di creare effetti luminosi straordinari, ma anche per la possibilità di essere strumento di aggregazione e di vita quando nei suoi pressi si svolgono commerci e transiti, oggi trasformatisi in attività turistica. 

Venezia come Orta, dunque, luoghi dove questo “incanto dell’acqua” è ancora tangibile e a cui devono la loro notorietà: se è stata Venezia a catalizzare l’interesse dei viaggiatori colti che, per completare la loro formazione, compivano il Grand Tour d’Italie, divenendone con Firenze, Roma e Napoli una tappa obbligata, non è da dimenticare che anche Orta, fra la fine del Settecento e durante tutto l’Ottocento, per le sue caratteristiche “romantiche”, venne ampiamente riprodotta in litografie e stampe diffuse a livello europeo da editori francesi, inglesi e tedeschi. Nella mostra, costituita da trenta opere, per permettere al visitatore di concentrare l’attenzione sulle immagini l’allestimento ha oscurato tutti gli ambienti illuminando fortemente solo i dipinti che diventano così l’unico elemento in grado di catalizzare l’interesse visivo, riuscendo a mettere in secondo piano gli altri arredi e le decorazioni del palazzo, a volte troppo impositivi. Importanti gli artisti presenti: da Canaletto (Giovanni Antonio Canal detto il, Venezia 1697-1768) a Gaspar van Wittel (Amersfoort 1653-Roma 1736, che eseguì anche un viaggio sul lago Maggiore ricordato dall’opera “Vedute delle isole Borromee sul lago Maggiore”, 1690), Luca Carlevarijs (Udine 1663-Venezia 1730), Francesco Guardi (Venezia 1712-1793), Francesco Albotto (Venezia 1721-1757) fino ai pittori ottocenteschi Luigi Steffani (San Giovanni Bianco (BG) 1827-Milano 1898) e Giuseppe Borsato (Venezia 1771-1849). 

La mostra dal titolo “Canaletto e i vedutisti. L’incanto dell’acqua” è visitabile fino al 18 settembre 

A  Palazzo Penotti Ubertini di Orta San Giulio con orario lunedì-domenica 10.30/19.30; venerdì e sabato 10.30/22. L’ingresso costa intero 7 euro; ridotto 6 o 5 euro. Il catalogo di 95 pagine è acquistabile a 20 euro (Silvana editoriale). Per informazioni e prenotazioni: tel. 0322/905583

Emiliana Mongiat

Vuoi saperne di più? Leggilo sul Corriere di Novara in edicola lunedì, giovedì e sabato

Gallery articolo
*clicca sulle immagini per ingrandire

canaletto.jpg

Articolo di: venerdì, 29 luglio 2011, 1:01 m.
^ Top