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martedì, 21 novembre 2017
Articolo di: giovedì, 21 giugno 2012, 11:31 m.

"Abbiamo sempre considerato i bambini stranieri una ricchezza"

La lettera della Direzione Didattica di Borgomanero sulla vicenda scuola dell'infanzia

BORGOMANERO - “In questi giorni siamo stati da più parti contestati riguardo alla decisione di porre la cittadinanza italiana come primo criterio per l'assegnazione di precisi Plessi scolastici agli alunni che richiedono l'iscrizione alla Scuola dell'Infanzia. Vorremmo con questa lettera fare un po' di chiarezza sugli eventi, per evitare altri fraintendimenti”. Con questa premessa inizia la missiva indirizzata a tutte le testate locali dai docenti della Direzione didattica di Borgomanero, che pubblichiamo pressoché integralmente a una settimana dallo scoppio del caso che ha suscitato polemiche e preoccupazione a livello locale e non solo.

“Se tale criterio - prosegue la lettera - è stato inteso quale motivo di esclusione di alunni stranieri, basterebbe visitare le nostre scuole per verificare l'elevato numero delle loro presenze, che abbiamo sempre considerato una ricchezza. Le famiglie dei bambini esclusi hanno espresso domanda, come del resto avviene già da anni, di poter far frequentare i propri figli, tutti insieme, in due scuole del centro di Borgomanero, via Scuole e Pascoli. Inoltre, le famiglie dei bambini che provengono dal nido e molte altre famiglie di nuovi iscritti hanno espresso domanda di poterli far frequentare tutti insieme, in un'altra scuola del centro, corso Roma. Ci si è così trovati nell'impossibilità di dare soddisfazione a tutti questi richiedenti, sia per l'inadeguata capienza degli spazi, sia per la necessità di garantire un'equa distribuzione dei bambini tra le scuole dell'infanzia borgomaneresi, per favorire i processi di integrazione che possono avvenire soltanto con la presenza di gruppi eterogenei e non omogenei. Per tale motivo, porre in primis il criterio della cittadinanza, da parte del Consiglio di Circolo (formato da genitori, insegnanti e personale non docente), pareva una risposta che permettesse una distribuzione dei “non cittadini italiani” anche in scuole, che pur essendo ben gestite ed accoglienti, hanno una dislocazione periferica. Tutte le risorse utilizzate nella polemica dovrebbero essere invece convogliate a condividere i reali problemi, più volte segnalati da parte nostra, che riguardano l'inadeguatezza di spazi scolastici e la necessità di un'equa distribuzione di tutti gli alunni nelle diverse scuole. È indispensabile che si tratti di queste problematiche, ma è strano che se ne discuta ampiamente soltanto perché a sollevarle siano stati cittadini stranieri. Questa realtà dovrebbe far passare in secondo piano qualsiasi altra questione perché, cittadini italiani o no, ci saranno bambini che rischiano di non avere un'aula accogliente. Ben venga, allora, l'intervento della Pubblica Amministrazione a sostenere la richiesta già avanzata più volte dalla nostra Direzione Didattica, di una nuova sezione di Scuola dell'Infanzia nel centro cittadino. Certamente l'ubicazione di questa sezione, probabilmente isolata dalle altre, dovrebbe essere ben vagliata e considerata solo temporanea, in attesa di dare una risposta definitiva al problema. Altra possibilità potrebbe essere l'attuazione di un servizio di scuolabus che colleghi il centro con le scuole delle frazioni. Siamo amareggiati dai giudizi espressi che non hanno condotto a soluzioni, ma hanno diviso l'opinione pubblica. Tali giudizi risultano inoltre offensivi nei confronti di docenti che sono quotidianamente impegnati a favorire la vera integrazione.
Abbiamo sempre manifestato la volontà di applicare le direttive che il nostro Ufficio Scolastico avrebbe indicato, pertanto, appena giunta la risposta in merito, in data 13 giugno 2012, si è riunito il Consiglio di Circolo il giorno 14 giugno, per rivedere i criteri, che comunque escluderanno altri bambini. Tutte le intimidazioni e le minacce di ricorrere a tribunali da più parti avanzate avrebbero potute essere evitate con il confronto. Riteniamo di dover sottolineare la nostra serietà e la necessità di un rispetto verso il nostro operato e ci auguriamo che si chiuda qualunque ulteriore arida polemica che rafforzerebbe soltanto il clima di divisione, considerato che abbiamo sempre manifestato con i fatti che la multiculturalità è un'occasione di crescita”.

Lorenzo Crola

Articolo di: giovedì, 21 giugno 2012, 11:31 m.
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