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domenica, 24 settembre 2017
Articolo di: sabato, 01 settembre 2012, 8:55 m.

Ad Orta San Giulio si chiude l'Ecomostra

L'esposizione ha raccontato la storia ambientale del Cusio

ORTA SAN GIULIO - «Paesaggio e cultura, unico patrimonio che si possiede in maniera preponderante» da tutelare e proteggere affinché divenga sempre più significativo «motore economico». La storia ambientale del lago d'Orta, i rischi dell'impatto edificatorio o dell'inquinamento, ma anche progetti ecosostenibili da valorizzare sono gli elementi emersi dallo “spaccato” che l'associazione ortese “Ernesto Ragazzoni” ha voluto consegnare a residenti e turisti, in occasionedella terza edizione dell'Ecomostra. Proposta nel portico del Palazzotto di piazza Motta, si chiuderà oggi, sabato 1° settembre, proponendo, tra l'altro, proiezioni del video “Il futuro del lago e del territorio”, con interviste ai sindaci cusiani. Un'opportunità per prendere coscienza di possibili danni o rischi per il bacino lacustre (il settimo italiano), ma anche considerazioni a livello nazionale e internazionale, su cui l'associazione (presieduta da Cesare Bermani) sta lavorando. Colpiscono alcuni dati, resi pubblici da Governo ed Enti, ripresi con convinzione da Bermani. Tra essi, l'aumento della cementificazione che, in Italia, ha raggiunto (dal 1950) una percentuale del 166%, mentre la popolazione è cresciuta del 28%. «L'eccessivo consumo delle risorse naturali - ha affermato Bermani - può costituire un deficit per il futuro dell'umanità. Sarebbe necessario ridurre la velocità per non dover rendere inevitabile l'ipotesi di dover fruire di due pianeti». «Il soggetto della mostra- sostengono gli organizzatori - è il lago, ecosistema unico di acque, rive, edificistorici, boschi… patrimonio su cui si basa il nostro futuro». Sono esposti in modo specifico dati su una porzione del territorio direttamente affacciato sul Cusio: il canneto di Buccione. Si trova a Gozzano e nel 2009 l'Amministrazione comunale ne riqualificò l'omonima via collocata in una zona umida, ottimale per la nidificazione di volatili rari. Ora l'associazione ortese ne propone l' inserimento nel Parco del Ticino, perché si tratta di un importante corridoio di migrazione e smistamento degli uccelli selvatici».

Maria Antonietta Trupia

Articolo di: sabato, 01 settembre 2012, 8:55 m.
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