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venerdì, 26 maggio 2017
Articolo di: venerdì, 19 maggio 2017, 9:43 m.

Alto Piemonte Experience, il progetto prende forma

Parte la commercializzazione del catalogo di viaggi per gruppi organizzati

Team rinnovato, idee chiare e – forse – tempi ormai finalmente maturi per parlare di turismo organizzato in Alto Piemonte. Ecco gli ingredienti che hanno portato il progetto turistico “Alto Piemonte Experience” a (ri)vedere la luce dopo un tentato avvio, nel 2014.

«Nel 2013 abbiamo creato e registrato il marchio Alto Piemonte Experience affinché diventasse uno strumento di promozione del territorio, con un focus particolare sul turismo incoming– commenta Paolo Bellon, di Trivero, responsabile marketing e design – E infatti, nel 2014, con l’aiuto di guide professioniste delle quattro province abbiamo realizzato un primo catalogo di 12 esperienze turistiche che toccano il Biellese, il Borgomanerese e i laghi d’Orta, Maggiore, Viverone, Novara e Vercelli coinvolgendo musei, cantine, riserve naturali e aziende di eccellenza come Felice Piacenza ed Ermenegildo Zegna».

«Il prodotto era pronto già dal 2015, ma il difficile è stato organizzare la parte di backoffice e strutturare il marketing – racconta Alessia Zacchei, di Grignasco, responsabile commerciale e di prodotto– tanto che abbiamo preferito accantonare il progetto in attesa di tempi migliori. A fine 2016 abbiamo costruito il team di lavoro giusto e trovato le modalità corrette di partenza. E finalmente adesso siamo on line con il sito www.altopiemonte-experience.it, che è il primo passo di una road map di azioni di marketing e comunicazione ben precise che avranno il compito di avviare e sostenere la partenza e la messa in strada della macchina commerciale. La sfida principale che dobbiamo affrontare è aprire il mercato e, di fatto, generare la domanda "di AltoPiemonte". Dato che siamo i primi a muoverci in modo così strutturato e con alle spalle un brand di territorio (che è nostro), ci carichiamo sulle spalle l'onere, e - ci auguriamo - l'onore, di fare da apripista».

«Il nostro catalogo sarà proposto alle agenzie di viaggio italiane e, più avanti, ai tour operator esteri ed propone viaggi di gruppo di medio alto profilo – spiega Serena Fornara, di Maggiora, titolare di Viaggiamoci Sopra, direttore tecnico e responsabile amministrazione e booking - Sono ancora tantissimi i punti di interesse da coinvolgere, Valsesia in primis, ma abbiamo deciso di partire con questo primo blocco di itinerari per testare le strategie di marketing e comunicazione e la risposta del mercato. A seguire contiamo di aumentare le destinazioni e incrementare le tipologie di esperienze che proporremo».

«La sfida – continua Zacchei - è incrementare i flussi turistici in un’area che, Laghi d’Orta e Maggiore a parte, è ancora la Cenerentola del turismo regionale e nel contempo stimolare la professionalizzazione degli operatori turistici sia diretti, come hotel e ristoranti,che indiretti, come cantine e musei. Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, nel 2016 gli arrivi in Piemonte sono stati quasi 4 milioni e 900 mila; il 29% dei quali, circa 1 milione e 400 mila, in Alto Piemonte. Di questi però la quasi totalità - il 21% e cioè più di 1 milione di persone- si concentrano sul Lago Maggiore e le Valli dell’Ossola, mentre Novara, Biella, Vercelli e Valsesia portano al momento solo delle briciole. Il nostro obiettivo è creare offerte turistiche che mettano in rete tutte e quattro le aree e poi portare turisti “nuovi”, quelli cioè - e sono tantissimi - che ancora non ci conoscono come destinazione nemmeno in modo frammentato per provincia».

«Portare nuovo turismo in zona implica un grosso lavoro di promozione territoriale fatta su più livelli - spiega Sarah Quatrale, di Novara, responsabile branding e comunicazione.Il nostro piano di comunicazione è modulato per parlare a due tipologie di interlocutori: le agenzie, il canale professionale B2B al quale ci rivolgiamo commercialmente, e il consumatore finale, B2C, il fruitore delle proposte. Sulle prime faremo un’azione conoscitiva puntando molto sulla novità e sul co-marketing, offrendo cioè strumenti e consulenze per la vendita all’utente finale. Verso il pubblico invece produrremo contenuti per costruire, nel tempo, un brand territoriale che sostenga e sviluppi la domanda turistica».

Laura Cavalli

Articolo di: venerdì, 19 maggio 2017, 9:43 m.
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