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sabato, 16 dicembre 2017
Articolo di: martedì, 08 novembre 2011, 12:34 m.

Antonio Cannavacciuolo ha ottenuto il “Premio De Cecco”

“Spaghetti olio, limone, caviale e crema di cozze”: il piatto vincitore dell’edizione di quest’anno

ORTA SAN GIULIO - Appena reduce dal prestigioso appuntamento londinese di “Identità golose” insieme ad altri cinque grandi chef italiani, Antonino Cannavacciuolo, ci concede una breve ma interessante intervista in cui ci parla di uno degli ingredienti base della cucina italiana: la pasta. E proprio una versione di questa insostituibile portata del menù nostrano (di cui ogni Paese cerca di imitare l’originalità) gli è valsa il recente “Premio De Cecco” (espresso per la capacità dello chef ortese di “valorizzarne la tradizione e la qualità”) promosso in collaborazione con Le Guide de L’Espresso “Ristoranti d’Italia 2012” grazie al piatto “Spaghetti olio, limone, caviale e crema di cozze”.

Nell’arte culinaria del noto chef di “Villa Crespi” tre le matrici: quella partenopea delle origini, quella piemontese d’adozione e quella francese, dove ha lavorato in rinomati ristoranti, con dedizione e l’obiettivo di approfondire aspetti della cucina d’Oltralpe. “La pasta è emozionante – ci ha detto – come anche seguirne il percorso: dalla fabbricazione alla preparazione sino alla presentazione in tavola. Per noi napoletani questo piatto (al secondo posto dopo la parola ‘mamma’) è una cosa speciale ed ha una storia avendo ‘salvato’ il Mediterraneo anche in periodi durissimi (la “De Cecco, ad esempio, nacque nel 1886 in Abruzzo con l’intenzione di produrre “la miglior farina del contado”, ndr). La pasta rotta o quella mischiata – ha ricordato lo chef – veniva venduta ai poveri”.

Maria Antonietta Trupia

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Articolo di: martedì, 08 novembre 2011, 12:34 m.
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