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sabato, 16 dicembre 2017
Articolo di: mercoledì, 26 ottobre 2011, 2:52 m.

C’era una volTa “Tulìn tulòn”, il gioco dei bambini omegnesi

Insignito al Festival internazionale dei giochi di strada di Verona

OMEGNA - “Tocatì” (“tocca a te”) è il titolo del festival internazionale dei giochi di strada svoltosi, nella sua 9ª edizione, a Verona a fine settembre, accogliendo in città migliaia di bambini attratti da un mondo ludico semplice ma che, proprio perché tale, affascina ancora di più. Tantissimi i giochi disponibili ma uno più di altri ha lasciato il segno: “Tulìn, Tulòn”. Tradotto in italiano perderebbe molto di significato e di fascino. Il nome deriva dalle scatole di latta, chiamate “tola” in dialetto omegnese, utilizzate per la conservazione degli alimenti. Tulìn sta per “latta piccola”, Tulòn per quella più grande. Si giocava in strada, in gruppo, non prima di aver costruito una piramide con le latte vuote, muniti di sasso “che non doveva essere ne troppo piatto ne troppo grosso”, per abbattere la pila di latte. La misura idonea del sasso, come pure l’intera dinamica del gioco, l’ha bene in mente Dario Guidetti, oggi pensionato, nato nel 1943 a Crusinallo, frazione di Omegna, dov’è sempre vissuto, e unica sede del gioco. Già, perché l’unicità di questa tradizione ludica è stata verificata proprio da Guidetti nel presentarlo al pubblico, dopo averlo introdotto tra i banchi della scuola primaria del circolo didattico di Omegna I.

 

«Ho iniziato a parlare di gioco anni addietro - racconta – in occasione della presentazione di un progetto di insegnamento del dialetto. L’idea di puntare sul gioco in occasione del recupero delle antiche tradizioni ludiche cusiane, concretizzatosi poi quest’anno, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è stata condivisa da Maria Gabriella Strino, insegnante della primaria di via De Amicis, che si è fatta promotrice di un progetto: “rispolverare” i giochi della tradizione dei nonni e dei bisnonni e “riattivarli” con i bambini, nelle piazze e nelle vie di Omegna». Le manifestazioni relative al gioco di un tempo, organizzate in collaborazione con la Pro Senectute, sono partite l’anno scorso.

 

L’ultimo tassello di questo percorso è stata la partecipazione, a Verona, alla conferenza “Il giro d’Italia in 150 giochi” in occasione di “Tocatì”, a cui ha preso parte la maestra Strino, che ha illustrato la relazione “Omegna città in gioco”, riassuntiva degli eventi ludici svoltisi ad Omegna, accompagnata dai «miei compagni di gioco» come ha ricordato Guidetti, ovvero Rolando Balestroni, Lino Caldi, Mario Pecora e Angelo Poletti. “Tulìn, Tulòn” è stato inserito nel libro “Giro d’Italia in 150 giochi” che contiene una ricerca a cura studenti del Corso di Laurea in Scienze delle attività motorie e Sportive di Verona, e realizzato dall’associazione Aga, che si occupa di organizzare l’evento veronese, e l’associazione Giona che racchiude le “Città in gioco” a cui appartiene anche la città di Omegna, inserita dal direttore Amilcare Acerbi che ebbe il merito di avviare la Ludoteca del Parco Rodari, evento unico nel Cusio... un pò come “Tulin Tulon”.

Luisa Paonessa

 

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Articolo di: mercoledì, 26 ottobre 2011, 2:52 m.
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