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lunedì, 11 dicembre 2017
Articolo di: domenica, 06 marzo 2011, 12:00 m.

Casa Famiglia intitolata a don Annichini

Domenica prossima la cerimonia, alla presenza del vescovo, per la struttura attiva dal 1997

BORGOMANERO -Verrà intitolata a don Vincenzo Annichini “Casa Famiglia”, la casa di riposo per anziani inaugurata nel 1997 a Santo Stefano. La decisione di intitolare l’importante struttura al sacerdote scomparso il 29 gennaio 2007, che della frazione borgomanerese fu parroco per quasi quarant’anni, è stata presa dal Consiglio pastorale e vuole essere un riconoscimento postumo a una persona benvoluta da tutti che a Santo Stefano ha indubbiamente lasciato il segno. Fu proprio grazie a don Vincenzo che già verso la fine degli anni ‘80 si cominciò a ipotizzare la costruzione di una casa di riposo che, di lì a poco, sarebbe stata progettata dall’architetto Carmelo Zanetta. La cerimonia di posa della prima pietra risale al 10 marzo 1991. Da quella data, grazie soprattutto ad una eccezionale gara di solidarietà che coinvolse tutta la frazione, presero il via i lavori che, superati molti ostacoli di carattere burocratico, si conclusero felicemente nella primavera del 1997. La struttura, inizialmente  concepita come “Residenza assistenziale alberghiera”, disponeva di 22 posti letto. Don Vincenzo non volle nessun  “taglio del nastro” per non perdere altro tempo e consentire alla struttura di diventare immediatamente operativa. Per il sacerdote però quel traguardo rappresentava solo un punto di partenza, non certo di arrivo. «La mia preoccupazione – ci disse nel corso di una lunga chiacchierata – è che questa struttura non è al momento idonea per accogliere soggetti non autosufficienti. Questo vuol dire che, in base alla normativa vigente, se un ospite durante la sua permanenza diventasse non autosufficiente dovrebbe trovare una nuova sistemazione. Questo per l’anziano che ha già dovuto sopportare l’abbandono della propria casa sarebbe un ulteriore trauma». Fu così che venne elaborato un nuovo progetto che prevedeva la sopra elevazione dell’edificio di via don Godio con la realizzazione di un “reparto” dedicato ai non autosufficienti e la trasformazione da “Residenza assistenziale alberghiera” in “Residenza sanitaria assistenziale”. «Nel 2004 – ricorda Augusta Zanetta, dal 1998 direttore della casa di riposo - il sogno divenne realtà e ai ventidue posti letto esistenti se ne aggiunsero altri dieci che, lo scorso anno, sono diventati quindici per i non autosufficienti». La “Casa” è gestita direttamente dalla Parrocchia di Santo Stefano. I dipendenti sono una ventina a cui si devono aggiungere il direttore sanitario dottor Arnaldo Giustina, “primario emerito” del reparto di Chirurgia dell’ospedale “Ss. Trinità” e alcuni professionisti “convenzionati”. «Tra i progetti futuri – spiega Augusta Zanetta – c’è la sistemazione dell’area esterna». Di questo ne parlerà probabilmente il nuovo parroco di Santo Stefano, don Eugenio Grazioli, durante la cerimonia di intitolazione di “Casa Famiglia” a don Vincenzo (a cui l’Amministrazione comunale due anni fa volle intitolare una strada della frazione) che avrà luogo domenica 13 marzo alla presenza del Vescovo di Novara Renato Corti. Il presule alle 10.30 celebrerà la Messa nella chiesa parrocchiale e subito dopo farà visita agli anziani ospiti di “Casa don Vicenzo Annichini” dove verrà scoperta una targa. Nelle foto, di Panizza, don Vincenzo e la casa di riposo di via don Luigi Godio.

Carlo Panizza

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Articolo di: sabato, 05 marzo 2011, 3:50 p.
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