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venerdì, 23 febbraio 2018
Articolo di: sabato, 13 gennaio 2018, 3:29 p.

Elisa e la scelta di partorire in casa

L'esperienza di una giovane mamma di Gargallo

GARGALLO L’intimità di un momento unico, vissuto in casa con la propria famiglia, partecipe dell’evolversi dell’evento. Elisa Botto Steglia ci accoglie, a poche settimane dal parto, sorridente e serena con il suo bimbo in braccio. Sullo sfondo della stanza i disegni colorati del suo primo figlio. Per la giovane mamma la decisione di partorire a casa (seguita ad un primo parto naturale avvenuto presso l’Ospedale di Borgomanero alcuni anni fa) è scaturita dalla conoscenza di analoghe e positive esperienze, che ha capito le avrebbero permesso di sentirsi «più protagonista delle scelte, condividendo uno stile di vita che mi è piaciuto tantissimo e che mi si adatta come persona».
Dopo aver verificato con Marta Campiotti (ostetrica della Casa della Maternità di Induno Olona, in provincia di Varese, che l’ha seguita nei mesi della gravidanza) che esami e parametri fossero a posto ed il bambino non fosse in posizione podalica, la decisione (alla 38esima settimana) di partorire a casa. Decisione cui tutta la famiglia, con il marito ed il primo figlio, ha preso parte, preparandosi per settimane. Infine alla mezzanotte tra il 30 novembre ed il 1° dicembre, l’inizio delle prime fasi del travaglio, conclusosi felicemente con la nascita, avvenuta alle 8.23 del mattino seguente. La partecipazione dei familiari è stata di intensa vicinanza ed affetto: «E’ stato bellissimo – ha ricordato Elisa commossa – perché tutta la famiglia è stata coinvolta e mio figlio ha visto, dopo pochi istanti dalla nascita, il fratello». La giovane donna si  è detta convinta di come questa primaria condivisione favorirà anche il futuro rapporto fraterno.
Ricordando la presenza di tante persone “estranee” durante il suo primo parto in Ospedale, Elisa ha affermato che, questa volta,  con la maggiore dimestichezza rispetto all’ambiente domestico e l’intimità familiare, si è sentita libera di assumere, durante le fasi del travaglio e del parto, «qualsiasi posizione. Non ho assunto nessun farmaco e le contrazioni sono state forti e sono durate tutta la notte, ma la soddisfazione è stata enorme: rifarei quest’esperienza perché è stato tutto naturale ed il dolore è passato subito; molto in fretta mi sono rimessa in piedi. Unico aspetto negativo, quello economico (nonostante il rimborso della Regione Piemonte) perché le spese sostenute sono state molte di più». 
Elisa è stata assistita, durante il parto, oltre che da Campiotti, da Cristina Clerici ed Elena Miriani: «Da protocollo – ci ha spiegato ancora – le ostetriche, appena arrivate, hanno chiamato il 118 e l’Ospedale, allertando la struttura sull’evento in corso, in caso di emergenza». Emergenza che però non si è verificata e tutto si è svolto regolarmente: i primi sorrisi del piccolo, riservati anche a noi, quando lo incontriamo, ne sono testimonianza.

Maria Antonietta Trupia

Vuoi saperne di più? Leggi il servizio sul Corriere di Novara del 13 gennaio

Articolo di: sabato, 13 gennaio 2018, 3:29 p.

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