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lunedì, 11 dicembre 2017
Articolo di: giovedì, 19 luglio 2012, 2:40 p.

Ghemmese muore in un incidente in Valsessera

Il sinistro giovedì mattina a Crevacuore, nel Biellese

GHEMME - Un uomo di Ghemme, nel Novarese, ha perso la vita questa mattina, giovedì 19 luglio, in un grave incidente stradale in Valsessera, nel Biellese.

L'uomo, Alessandro Zanetta, operaio alla rubinetterie San Marco di Pray, era alla guida di un'auto quando ha perso il controllo del proprio mezzo, uscendo di strada. L'episodio si è registrato nel comune di Crevacuore. Nell'uscita di strada, il veicolo non ha coinvolto altre auto. Sul posto, il personale del 118, ma anche Carabinieri e vigili del fuoco.

A dare l'allarme sembra sia stata una collega di lavoro, che, transitando lungo la stessa strada, ha riconosciuto la sua vettura e ha chiamato il 118. Purtroppo per l'uomo non c'era più nulla da fare. Le Forze dell'Ordine si stanno occupando di ricostruire l'esatta dinamica del sinistro. Non si esclude che il novarese possa anche aver avuto un malore.

A Ghemme, intanto, tanta è la commozione. “La sua scomparsa è un’autentica tragedia perché colpisce una famiglia già provata da un identico dolore” commenta il sindaco di Ghemme, Alfredo Corazza.

Il padre di Alessandro era infatti morto anni fa per un malore. Allora lui e il fratello maggiore Fausto Zanetta, impegnato in una precedente legislatura come amministratore, erano solo dei ragazzi. E per un terribile caso del destino pure Alessandro lascia due figli adolescenti, un maschio di 15 anni e una ragazza di poco più giovane. A piangerlo, anche la madre Giuliana e la ex moglie.

Alessandro Zanetta era molto conosciuto non solo a Ghemme, ma anche a Romagnano Sesia. Lì era impegnato come dirigente della locale squadra di calcio: “Una persona eccezionale, solare, che aveva una buona parola per tutti” lo ricorda il presidente della società, Gaetano Simone, ancora incredulo. Alessandro aveva cominciato a seguire tempo fa la squadra dove giocava il figlio e pian piano si era integrato nello staff, diventando una vera colonna portante del settore giovanile. “Era molto serio e onesto, quando c’era qualcosa da dire a suo figlio non si tirava indietro, anzi era perfino più severo – racconta il presidente del Romagnano - L’avevo sentito pochi giorni fa, facevamo progetti sulla prossima stagione e proprio ieri sera stavo preparando la sua tessera di riconoscimento per farlo sedere in panchina come dirigente a settembre”. Una tessera che purtroppo non potrà essere consegnata.

Monica Curino

Lucia Panagini

Articolo di: giovedì, 19 luglio 2012, 2:40 p.
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