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mercoledì, 22 novembre 2017
Articolo di: giovedì, 03 marzo 2011, 12:00 m.

Guaritori, maghi, sette

Le illusioni di certe dottrine in un incontro diocesano ad Armeno

ARMENO - Non sono poche, anche in territorio novarese, le persone che, soprattutto di fronte a problemi difficili della vita,  si lasciano irretire da maghi, santoni e guaritori. Uscire da questi giri diventa quasi impossibile. Sono questi i dati salienti presentati ad un incontro diocesano, svoltosi lunedì scorso 21 febbraio ad Armeno, di fronte a sacerdoti e laici. Si è parlato di coscienze in ostaggio. I relatori sono stati la dott.ssa Roberta Grillo e il dottor Giorgio Gagliardi, che hanno dapprima messo in evidenza che il primo approccio con le varie sette avviene in momenti particolarmente dolorosi dell’esistenza come la perdita di persone care o problematiche riguardanti la salute. Alcuni si avvicinano alle sette anche per curiosità, per ricerca interiore, o anche con l’illusione di superare se stessi. Il primo contatto fa sperimentare un clima di grande affetto che prende la totalità della persona.

«Una volta entrati in questo situazione fortemente emotiva – ha spiegato la dott.ssa Grillo – inizia la fase di indottrinamento, cercando di mantenere la persona in una fase di inconsapevolezza e facendo leva su paure e senso di colpa. La posta in gioco è altissima: la perdita della libertà, l’isolamento delle vittime dai familiari, da parenti, amici, la perdita dei valori nei quali si è cresciuti e, sovente, anche la perdita dei beni». Il programma prevede il divieto dell’uso di cellulari e di televisione. Prevede pure il controllo su tutti i movimenti di coloro che sono entrati a far parte della setta; c’è poi lo studio in modo ossessivo delle dottrine del ‘movimento religioso’.

E’ possibile uscire?  Una espressione della dott.ssa Grillo fa intravvedere le difficoltà: «Fate pregare i monasteri di clausura per queste persone coinvolte, perché se non c’è un aiuto che viene dall’alto le cose si fanno molto problematiche». 

Un compito importante sarà quello dei familiari che dovranno avere molta pazienza per ricreare un clima di fiducia. Purtroppo i familiari si accorgono in ritardo che un loro familiare è entrato in questi giri. Secondo i relatori anche le parrocchie possono dare un aiuto creando una comunità di accoglienza per queste persone che hanno subito questa triste esperienza.

Giuliano Temporelli

 

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Articolo di: giovedì, 03 marzo 2011, 1:16 m.
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