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lunedì, 18 dicembre 2017
Articolo di: giovedì, 01 novembre 2012, 11:21 m.

I sindaci della Bassa Sesia dicono no alle scorie

Riunione sulla questione tangenziale, nessuno vuole i residui di acciaieria nell'asfalto

ROMAGNANO SESIA - Continua l’impegno del Comune di Romagnano Sesia sulla questione tangenziale: dopo aver richiesto alla Provincia di Novara una sospensione di 60 giorni dell’iter di valutazione dell’impatto ambientale, l’altra sera è stata indetta una riunione che ha visto la partecipazione dei sindaci di Romagnano, Ghemme e Prato Sesia, Bacchetta, Corazza e Manuelli; del direttore della Associazione Industriali di Novara, Aureliano Curini; del presidente della Coldiretti Piemonte e della Camera di Commercio di Novara, Paolo Rovellotti e di alcuni tra i principali industriali del territorio, come Mario Cavanna e Cesare Ponti. Presenti all’incontro anche il vicesindaco Cristina Baraggioni, l’assessore al Bilancio Piero Orlandini e il consigliere di minoranza Anna Maria Accanto, capogruppo di “Cambiare per crescere”. Mentre la Provincia di Novara ancora non ha dato risposta in merito alla proroga richiesta, i sindaci riuniti a Romagnano si sono trovati pienamente concordi nel proseguire la lotta per scongiurare l’impiego di scorie di acciaieria nella realizzazione dei rilevati e del sottofondo stradale della nuova tangenziale. Tutti i soggetti presenti alla riunione hanno evidenziato come sia inaccettabile che si intenda impiegare tali scorie con la giustificazione che il terreno su cui sarà realizzata la strada debba essere considerato “industriale”: il terreno, come sostengono i primi cittadini, è agricolo e lo direbbe anche il parere di un tecnico urbanista, e dunque incompatibile con le scorie di acciaieria. Ma non è tutto: i soggetti presenti, Ain e Coldiretti compresi, hanno espresso grave preoccupazione per l’integrità non solo dei vigneti e dei terreni agricoli presenti in tutta l’area attraversata dalla tangenziale, ma anche dei pozzi e delle falde acquifere del territorio. Una preoccupazione seria e fondata che i sindaci presentano alla Provincia chiedendo che sia valutato attentamente l’impatto ambientale dell’interaoperazione. «Le scorie sono rischiose per le polveri che producono, perché possono esserci percolamenti nel terreno, perché contengono metalli pesanti (tra cui cromo, vanadio ecc.) – dicono i sindaci Bacchetta, Corazza e Manuelli - non vogliamo che il nostro territorio diventi una discarica, non accettiamo che i nostri cittadini siano esposti a gravi rischi, non vogliamo che la produzione dei nostri pregiati vigneti sia compromessa da questa operazione. La tangenziale deve rappresentare un valore aggiunto per il territorio, non una spada di Damocle. La Provincia deve prenderne atto: vogliamo la tangenziale, ma vogliamo che sia realizzata in tutta sicurezza».

Paolo Usellini

Articolo di: giovedì, 01 novembre 2012, 11:21 m.

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