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venerdì, 22 settembre 2017
Articolo di: sabato, 29 settembre 2012, 3:28 p.

Il "Ciclone di Boca" nell'enciclopedia del Giro d'Italia

Nella pubblicazione edita da Gazzetta dello Sport si parla anche di Domenico Piemontesi

BOCA - È dedicato a Domenico Piemontesi soprannominato il “Ciclone di Boca” un interessante capitolo della collana “La Grande storia del Giro d’Italia” edita a cura della Gazzetta dello Sport. Nell’ultimo volume in distribuzione, dove si narrano le straordinarie imprese di Alfredo Binda, grande campione del ciclismo negli anni ’20 e ’30 si parla anche di Piemontesi definito “corridore capace di attacchi furibondi, esplosivo e dirompente, l’unico in grado di frenare la dittatura di Binda”. Piemontesi era nato a Boca l’11 giugno 1903 e ogni giorno in bicicletta scendeva a Borgomanero per andare a lavorare alle Officine Giustina. Venne notato da Giuseppe Savoini, “pioniere” del ciclismo borgomanerese e da Cristoforo Bergonzi detto “Cristufin”, macellaio di via Monte Grappa, che lo convinsero ad iscriversi alle prime gare per dilettanti. Fu l’inizio di una brillante carriera che lo portarono ai vertici del ciclismo nazionale. “Il suo carattere dominante – scrive nel capitolo a lui dedicato Claudio Gregori – è l’impeto, l’energia. Temerario e prodigo non vince il Giro d’Italia che è una corsa di resistenza dove bisogna misurare le forze ma finisce dietro a Binda nel Giro del 1929 e terzo in quello del 1933 dietro a Binda e a Demuysere”. Arrivò terzo al Tour de France nel 1930. Vinse il Giro di Lombardia nel 1933, due volte le Tre Valli Varesine nel 1922 e nel 1932 e il Giro di Sassonia nel 1928. È morto a Borgomanero dove aveva sempre vissuto nel giugno 1987, dieci mesi dopo il suo eterno rivale, Alfredo Binda.

Carlo Panizza

Articolo di: sabato, 29 settembre 2012, 3:28 p.
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