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giovedì, 14 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 02 aprile 2011, 12:00 m.

Inarrestabile la “banda del pesce di aprile” di Borgomanero

La tradizione dei manifesti “pungenti” si salva on line

BORGOMANERO - Fino a non molti anni fa, nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, si aggirava per le vie del centro storico un furgone di colore bianco, preceduto o seguito solitamente da un’auto che aveva il preciso compito di segnalare la presenza di metronotte, poliziotti e carabinieri. Era la “banda del pesce d’aprile” che con una velocità impressionante tappezzava i corsi e le vie laterali con coloratissimi e talvolta “pungenti” manifesti. Ad essere presi di mira in maniera scherzosa, mai offensiva, erano soprattutto i politici di casa, sia di maggioranza che di opposizione, ma anche i “notabili” del Borgo. Nel mirino della “banda” finivano così commercianti, artigiani, liberi professionisti, imprenditori, presidenti di associazioni o amministratori di enti pubblici. Nessuno veniva risparmiato. Purtroppo da alcuni anni questo non accade più. La “banda” ha dovuto rinunciare all’affissione dei manifesti per evitare di essere colta in flagranza dalle numerose telecamere collocate all’esterno di negozi e banche e, ultimamente, anche dal sofisticato impianto di videosorveglianza che il Comune ha fatto installare per la sicurezza del centro storico, degli edifici pubblici e dei cosiddetti luoghi sensibili: scuole, cimiteri e parchi cittadini. Ma i “buontemponi” non si sono del tutto arresi e per, il primo aprile di quest’anno, il manifesto lo hanno fatto lo stesso: anziché affiggerlo nelle vie del centro lo hanno fatto circolare via internet oppure in formato “locandina” con il sistema del porta a porta. I destinatari del manifesto sono stati invitati a presenziare ieri, venerdì 1° aprile all’inaugurazione di una mostra d’arte intitolata “Dai classici alle avanguardie” allestita presso una fantomatica “Cattedrale di S.Luigi” in località “passaggio a livello”. La rassegna, “patrocinata” dall’assessorato alla Cultura, è stata organizzata con il contributo di alcune, ovviamente inesistenti, associazioni borgomaneresi. Tra queste l’associazione “Il freno a mano” costituita dagli utenti della rampa del cavalcavia di Santa Cristinetta; “No al geyser” formata dai residenti nel rione San Gottardo, contrari alla fontana che da alcuni anni adorna la piazza della contrada e da quelli de “Il canotto” costituita dai sopravvissuti del sottopasso di via Novara tristemente famoso negli anni passati per i ripetuti allagamenti. In esposizione, recita il manifesto, opere originali provenenti da collezioni private di generosi cittadini. Qualche esempio? La “Trattoria del Ciclista”, storico locale di via Rosmini, ha messo a disposizione le “Grandi tele del Tiziano”, intendendo Tiziano (Godio di cognome) il titolare dell’esercizio, bravo interprete della Sciora Togna. “Pezzi di Manzù, Cimabue e Bacon” sono le opere offerte invece da una nota macelleria, “Opere di Pomodoro e Nespolo” quelle proposte da Franco, titolare di un negozio di frutta e verdura, “L’orlo di Munch e tagli di Fontana” quelle di proprietà di una sartoria, “Gli schizzi del Canaletto” appartengono invece ad un lattoniere, “Una paletta del Perugino” ad una gelateria mentre l’ex Casa del Formaggio ha messo a disposizione “Pezzi di Burri e croste del Parmigianino”. Un bar, famoso per avere tra i suoi molti avventori “persone di assoluto peso” è presente  alla rassegna con una “Smisurata collezione di Botero”. Ma i pezzi decisamente più rari appartengono ad un’impresa di pompe funebri e fanno parte della collezione “Più Dalì (che da chì)” e ad un marmista con i suoi rarissimi “Pezzi di Sassu”. Il “pesce d’aprile 2011” ha provocato ilarità  in tutta la città dove, nonostante la crisi c’è per fortuna ancora qualcuno che ha voglia di scherzare e di far divertire la gente.

Carlo Panizza

 

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Articolo di: sabato, 02 aprile 2011, 5:41 p.
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