Corriere di Borgomanero

Periodico Indipendente di Borgomanero, Cusio e Bassa Sesia

montipo

Il giornale di Oggi

Sfoglia abbonati
lunedì, 11 dicembre 2017
Articolo di: martedì, 27 settembre 2011, 3:22 p.

Insieme contro la vergogna dei morti di fame nel mondo

I volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII in piazza a Borgomanero

BORGOMANERO - Quando nel 1985 don Oreste Benzi visitò la missione della Comunità Papa Giovanni XXIII, in Zambia, capì che per garantire un pasto al giorno e per un mese intero a un bambino malnutrito sarebbero bastate diecimila lire. Da allora nacque il progetto “Un pasto al giorno” con cui la Comunità si impegna “a combattere la grave ingiustizia della morte per fame e a trovare i fondi e le risorse necessari per garantire almeno un pasto al giorno a chi non ce l’ha”.

Sabato 24 e domenica 25 settembre i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII sono stati all’Ipercoop di Borgomanero e in piazza Martiri per sostenere l’importante progetto umanitario. «Non è soltanto un’iniziativa di raccolta fondi – aveva spiegato uno dei sostenitori del progetto, l’ex assessore comunale ai Servizi sociali Sergio Vercelli – ma un’azione concreta di sensibilizzazione sulla condizione della fame nel mondo che non è una condizione di fatto, non è uno status, ma è conseguenza di una grande ingiustizia: una piccola parte della popolazione mondiale che poggia il suo benessere sullo stato di povertà estrema del resto del mondo, costretto ad una situazione di dipendenza. In questi venticinque anni della Comunità, di esperienza, di missione e di condivisione della nostra vita con i poveri, ci siamo resi conto che la povertà non è solo una condizione economica, ma è anche una condizione di dignità umana negata, che il povero non è solo colui che non ha, ma colui che crede di non contare niente. Nel mondo circa un miliardo di persone soffrono la fame. Per noi della Comunità Papa Giovanni XXIII questo non è solo un numero ma sono volti concreti che non ci chiedono carità ma giustizia. L’obiettivo – prosegue Vercelli – è di combattere la vergogna della morte per fame, garantendo a quante più persone possibili un’alimentazione sufficiente per soddisfare i bisogni primari. Dal primo centro nutrizionale per bambini in Zambia aperto 25 anni fa le realtà di accoglienza della comunità sono cresciute. Oggi vengono gestite 500 strutture in 27 Paesi nei cinque continenti dove più di 41.000 persone trovano una tavola a cui sedere, un pasto caldo da mangiare, un sorriso per continuare a sperare».

Carlo Panizza

Vuoi saperne di più? Leggilo sul Corriere di Novara in edicola lunedì, giovedì e sabato

Articolo di: martedì, 27 settembre 2011, 3:22 p.
^ Top