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mercoledì, 13 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 14 aprile 2012, 8:13 m.

Insolito intervento al confine tra i comuni di Briga e Gozzano

La cappella della Madonna di Loreto "spostata" per migliorare la sicurezza stradale

GOZZANO - Insolito intervento sul territorio al confine tra Briga Novarese e Gozzano per la traslazione della cappella dedicata alla Madonna di Loreto che, attorniata dai santi Giacomo (protettore dei viandanti) e Giuliano (patrono gozzanese), nonché dagli angeli, rispondendo a un culto diffuso anche nell’Alto Novarese, fu dipinta con una colorazione bruna, rendendola, dunque, assimilabile alle cosiddette Madonne nere presenti, in zona, a Oropa e Crea. Si è trattato di un’articolata azione conservativa e di spostamento, che ha avuto per oggetto l’edicola costruita nel 1869 da Giulio Antonioli come ex voto e segno di gratitudine verso la protezione concessa dalla Vergine. L’ipotesi accreditata è che l’individuazione del tema e la scelta del santo protettore dei viandanti fosse dovuta al mestiere del committente, probabilmente avvezzo a viaggiare per lavoro. La cappella possiede una struttura muraria a un timpano che incornicia un’ancona affrescata, di ispirazione barocca. Era, in precedenza, situata a bordo dell’attuale strada diretta verso il Vergante.

L’intervento è consistito nel “tagliarla” alla base e arretrarla di quattro metri per consentire maggior sicurezza viaria. Quindi è stata riposizionata in una nuova sede, costruita ad hoc su un muro di recinzione. Su iniziativa della famiglia Godi, in memoria di Andrea (fondatore di “Texno”), il sostegno dell’intervento. La progettazione è stata curata dall’ingegner Gian Piero Germanino (Studio Z - Oleggio) che si è occupato della parte strutturale, mentre il restauro è opera di “Tecnocostruzioni”. A conclusione dei lavori, la benedizione da parte di don Giovanni Antoniazzi (parroco penitenziere di Briga) e del prevosto di Gozzano, don Enzo Sala, a distanza di circa 140 anni dall’originaria consacrazione. Presenti alla cerimonia, i sindaci di Briga e Gozzano Rosanna Bellosta e Carla Biscuola, la famiglia Godi e alcuni devoti. Anna Zonca (curatore delle ricerche storico – artistiche) ha ricordato il complesso intervento avviato con «la messa in sicurezza dell’apparato decorativo, il consolidamento interno della muratura in pietrame sovrapposto e il tamponamento della nicchia per evitare lo schiacciamento degli angoli. Quindi il taglio con sega circolare e disco in amianto e l’imbracatura realizzata con una struttura in ferro e puntelli. Un intervento complicato – ha spiegato Zonca – che ha previsto l’uso diuna gru con un braccio di ben 80 metri, necessaria per spostare un peso di circa 440 quintali (di cui 230 dell’imbracatura)». Il restauro è stato autorizzato e seguito dalla Sovrintendenza dei Beni Architettonicie Artistici di Novara.

Maria Antonietta Trupia

Articolo di: sabato, 14 aprile 2012, 8:13 m.
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