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sabato, 18 novembre 2017
Articolo di: giovedì, 22 novembre 2012, 9:55 p.

Italia Nostra e associazione Ragazzoni promuovono petizione contro il ponte di ferro sull’isola di S. Giulio

Si potrà aderire direttamente on line

ORTA SAN GIULIO – Una raccolta di firme per dire no al ponte di ferro e a sostegno della proposta del sottopasso.

Il ponte di ferro progettato a scavalco della via alla Basilica, sull’isola di San Giulio, per collegare il nucleo centrale dell’abbazia benedettina, avente sede nel gran palazzo neoclassico dell’ex seminario, con una pertinenza esterna costituita da una casa medioevale, permane all’attenzione dell’associazione ortese “Ernesto Ragazzoni” e della sezione di Novara di “Italia Nostra” e continua a far parlare.

Le due associazioni, per quanto sia stato inascoltato ogni appello indirizzato negli ultimi due anni all’Amministrazione comunale di Orta San Giulio, alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le Province di Novara, Alessandria e VCO e alla stessa Abbadessa del monastero benedettino, non hanno rinunciato all’azione volta a impedire la costruzione della passerella, giudicata “un’intrusione dissonante nel delicato contesto storico, urbanistico e architettonico dell’isola, e a sostenere la soluzione alternativa di un collegamento sotto strada”. 

“Dopo il rigetto – spiegano dalle associazioni - di un ricorso presentato alla Regione Piemonte (risoltosi il 25 giugno scorso in una clamorosa beffa per i promotori, ricevuti e ascoltati dal direttore delle Politiche territoriali della Regione e tuttavia tenuti all’oscuro del decreto di rigetto già firmato tre giorni prima dal presidente Cota), le due associazioni hanno inoltrato in agosto un ricorso straordinario, che sta facendo il suo iter, al Presidente della Repubblica, quindi hanno reso pubblico, a sostegno della fattibilità del sottopassaggio, un documento corredato di disegni in pianta e in sezione e del computo metrico estimativo dei costi di costruzione, prevedibili in 40.770 euro. 

Per meglio far conoscere e ottenere il più ampio appoggio possibile alla soluzione del tunnel, così da indurre a un ripensamento i sostenitori dell’intrusivo ponte di ferro, l’associazione Ragazzoni e Italia Nostra hanno avviato in questi giorni una raccolta di firme tramite una petizione pubblica on line indirizzata al Ministro per i Beni e le attività culturali, alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le Province di Novara, Alessandria e VCO e al Sindaco di Orta San Giulio. Chiunque può aderire all’appello accedendo al sito “www.petizionepubblica.it”, categoria Ambiente, oppure alla pagina di Italia Nostra “www.italianostra.org/?p=26511”.

Questo il testo della Petizione

ORTA SAN GIULIO (NOVARA). NO AL NUOVO PONTE IN FERRO SULL’ISOLA DI SAN GIULIO. 

Nel magico ambiente dell’isola di San Giulio, al centro del lago d’Orta, è prevista la costruzione di un ponte a scavalco dell’unica via che, girando all’intorno, lascia al centro il grandioso edificio neoclassico dell’ex Seminario, ora sede dell’abbazia delle monache benedettine di clausura “Mater Ecclesiae”, e verso l’esterno la basilica romanica di San Giulio e una cintura di case d’impianto medievale e di ville sette-ottocentesche con darsene e giardini a lago. 

Il ponte, che ha avuto il consenso dell’Amministrazione comunale ed è stato autorizzato “pro-tempore” (sic!) dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Novara, è voluto per collegare l’ex Seminario a nuove pertinenze abbaziali per il tramite di una casa medievale situata sul lato opposto della strada. La struttura, in travi di ferro, sarà formata da un pianerottolo innestato sulla facciata del monastero, da una scala che scende alla quota della casa medievale dirimpetto e infine da una passerella a scavalco della via della Basilica. La “macchina” avrà uno sviluppo complessivo di dieci metri e costituirà un’intrusione dissonante nel delicato contesto storico, urbanistico e architettonico dell’ambiente isolano, oltre che un’irrimediabile deturpazione sia dell’ex Seminario sia dell’opposta casetta medievale, dove una finestrella sarà sfondata e trasformata in porta. 

L’Associazione Ernesto Ragazzoni e la Sezione di Novara di Italia Nostra propongono in alternativa un collegamento sottostrada, forse più adatto di una passerella scoperta a garantire riservatezza al transito delle monache di clausura, certamente più semplice e meno costoso del ponte, per nulla invasivo e comunque realizzabile senza interagire con i sottoservizi e i resti archeologici sotterranei, di cui è nota la collocazione. Del tunnel è già stato divulgato un progetto di massima con tanto di computo metrico estimativo dei costi (vedi foto e documenti su "Facebook Associazione Ernesto Ragazzoni" e sul sito web di Italia Nostra). 

Contro l’invasivo ponte di ferro e a sostegno del sottopasso chiediamo una firma di adesione al nostro appello. 

Monica Curino

Articolo di: giovedì, 22 novembre 2012, 9:55 p.
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