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mercoledì, 20 settembre 2017
Articolo di: sabato, 25 agosto 2012, 9:38 p.

Laura Pariani al Festivaletteratura di Mantova

L'autrice di Orta San Giulio presenta il suo libro "Le montagne di Don Patagonia"

ORTA SAN GIULIO - Un novarese cento anni fa in Patagonia e oggi nell’immaginario della scrittrice Laura Pariani. È il salesiano Alberto De Agostini, fratello del fondatore dell’Istituto Geografico De Agostini ed esploratore della Patagonia. Un libro edito da Interlinea, Le montagne di don Patagonia, rivive quella storia che verrà portata in scena da Laura Pariani da anni residente a Orta San Giulio in occasione del Festivaletteratura di Mantova, venerdì 6 settembre al teatro Bibiena (ore 21). La Pariani torna in Patagonia sulle tracce dell’esploratore salesiano padre Alberto Maria De Agostini. E lo racconta quando, ormai anziano, seduto in poltrona, ripensa alla propria giovinezza: la scelta di fare il missionario nel Fin del Mundo, la battaglia in difesa degli indios, la passione per le sfide delle cime andine. «Quando entrava nelle loro case – estancias o ranchitos che fossero - si legge nel libro - il fatto che portasse una giubba da scalata e non l’abito talare, all’inizio li poteva sorprendere ma poi gli leggevano negli occhi che lui era lì per portare la parola di Dio. È stato così che è diventato per tutti don Patagonia...» . Premiata in tanti concorsi letterari la Pariani è originaria di Busto Arsizio dove è nata nel 1951 ma da tempo vive a Orta sulla pittoresca “salita della Motta”. Ha trascorso l’infanzia a Magnago, nel Milanese, in un ambiente ancora in gran parte contadino e nel 1966 ha compiuto con la madre un viaggio in Argentina per conoscere il nonno materno. Queste due esperienze – da una parte il mondo contadino con i suoi personaggi e i suoi miti e dall’altra il viaggio con la madre in Argentina, dove tornerà anche in età adulta – avranno una grande influenza sulle sue opere. Laureata in filosofia della storia presso l’Università Statale di Milano, negli anni settanta disegna e scrive storie a fumetti (Perché non i fiori, La salamandra, Milano 1975; La fata rovesciata, Ottaviano, Milano 1976) e fino al 1998 insegna in una scuola superiore. Il suo primo libro, del 1993, è la raccolta di racconti Di corno d’oro edito da Sellerio, con cui ha vinto il premo Grinzane Cavour e il premio Piero Chiara. Le sue opere (tradotte in varie lingue) vanno da La foto di Orta (Rizzoli, Milano 1999, premio Elio Vittorini 2001) a Patagonia blues (Effigie, Milano 2006) fino al recente La valle delle donne lupo (Einaudi, Torino 2011). Milano è una selva oscura (2010) è stato finalista al premio Campiello. Frequente la sua partecipazione ad antologie di racconti, fra cui Di Orta un Po. Scrittori torinesi in riva al lago (Interlinea, Novara 2010). Ha scritto testi per opere teatrali e ha partecipato alla sceneggiatura del film Così ridevano (regia di Gianni Amelio), Leone d’oro al festival di Venezia nel 1998.

Carlo Panizza

Articolo di: sabato, 25 agosto 2012, 9:38 p.
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