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sabato, 18 novembre 2017
Articolo di: martedì, 18 dicembre 2012, 2:47 p.

"Malati di cancro? Da curare non solo nel corpo, ma anche nello spirito"

Volontari dell'associazione Mimosa di Borgomanero in pellegrinaggio al Santuario di Boca

BOCA – Era gremita domenica pomeriggio la cripta della Basilica del Ss. Crocifisso di Boca per la messa celebrata da Padre Fiorenzo Fornara Erbetta alla quale hanno assistito molti pazienti in cura presso il servizio oncologico dell’Ospedale Ss. Trinità di Borgomanero e diversi volontari della “Mimosa” associazione istituita nel 2004 nella consapevolezza “che non bisogna trattare e curare il cancro ma è necessario prendersi cura dell’uomo malato di cancro come unità bio-psico-sociale e spirituale”. “La diagnosi del cancro infatti – ha ricordato la dottoressa Incoronata Romaniello, presidente dell’associazione e responsabile del DH Oncologico dell’Asl di Borgomanero – travolge la vita e il malato si trova spesso improvvisamente di fronte a numerose difficoltà. Il malato di cancro ha paura di essere abbandonato, rifiutato, isolato perché spesso la malattia lo trasforma fisicamente e lo deteriora psicologicamente sgretolando la sua personalità. Ha paura della chirurgia perché viene vissuta come mutilante, ha paura della radioterapia e della chemioterapia perché vissuta come una aggressione forte al proprio organismo che si debilita e si trasforma a causa degli effetti collaterali. Ha paura della sofferenza e dell’incertezza talora della guarigione. Inoltre improvvisamente si trova spesso espropriato del suo ruolo famigliare e sociale perché da persona attiva e indipendente diviene centro di crisi famigliare e perde la sua indipendenza sociale”.
Che fare quindi per affrontare queste situazioni? “Il nostro desiderio sottolinea la dottoressa Romaniello – è quello di svincolarsi dal proprio ruolo sanitario andando oltre la pratica clinica per essere presenti anche nei problemi più quotidiani nella vita dei nostri pazienti”. Ed è quello che l’Associazione “Mimosa” sta facendo da quando è nata sostenendo grazie da un drappello di volontari  iniziative di aggregazione, di aiuto sociale concreto per aiutare non solo i pazienti ma anche le famiglie a vivere la malattia del proprio caro con coraggio e serenità.
“Oggi – ha detto nella chiesa stracolma di fedeli la dottoressa Romaniello – ci troviamo qui per un momento di preghiera, per ringraziare Dio per quello che siamo riusciti a realizzare. Una preghiera certo per gli ammalati ma anche per le loro famiglie”. “La liturgia di oggi – ha ricordato all’omelia padre Fiorenzo Fornara Erbetta – ci invita a vivere la gioia ed essere lieti nel Signore. Ed è possibile avere la gioia anche quando si vivono situazioni difficili”. Ad accompagnare la funzione religiosa i canti della Corale Parrocchiale di Maggiora. Nella foto, di Panizza, il gruppo delle volontarie dell’associazione “Mimosa” con, seconda da sinistra la dottoressa Romaniello. 

Carlo Panizza

Articolo di: martedì, 18 dicembre 2012, 2:47 p.
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