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sabato, 18 novembre 2017
Articolo di: domenica, 13 gennaio 2013, 2:10 p.

Partita la petizione per integrare gli ospedali di Borgomanero e Borgosesia

Ma minoranze e organizzazioni sindacali hanno dubbi sul “matrimonio” tra i due nosocomi

BORGOMANERO – Ha preso il via ieri a Borgosesia tra le bancarelle del mercato settimanale la raccolta delle firme (ne occorrono almeno cinquemila) per proporre alla Regione una legge di iniziativa popolare per favorire l’integrazione tra l’ospedale del capoluogo valsesiano e il “Ss. Trinità” di Borgomanero. Un passo necessario in quanto i due presidi sanitari appartengono ad Asl diverse e anche a province diverse.
Primo promotore dell’iniziativa era stato, quasi provocatoriamente agli inizi di novembre, l’onorevole leghista Gianluca Buonanno, vicesindaco di Borgosesia che, a fronte del ventilato riordino degli ospedali piemontesi con il dichiarato obiettivo da parte della Regione  di ridurre la spesa sanitaria, si era detto preoccupato per il futuro dell’ospedale valsesiano e per il fatto che «già adesso per tanti servizi la popolazione residente è costretta a rivolgersi all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, distante più di cinquanta chilometri».
La proposta aveva subito trovato d’accordo il sindaco di Borgomanero Anna Tinivella (anche nella sua veste di direttore del Laboratorio Analisi del “Ss.Trinità”) secondo cui «i due ospedali insieme potranno crescere evitando i tagli dei servizi imposti dalla spending review». Favorevoli anche i rispettivi Consigli comunali che, sempre a fine novembre, a maggioranza si erano espressi a  favore dell’integrazione.
Dubbi e perplessità erano stati invece sollevati dalla minoranza del centro sinistra a Palazzo Tornielli. L’ex sindaco Pierluigi Pastore e il consigliere Pd Margherita Brigonzi  avevano chiesto un maggior approfondimento della questione con il coinvolgimento della popolazione che, a loro dire, non sarebbe stata sufficientemente informata e soprattutto del personale in servizio presso l’ospedale di viale Zoppis. Un ‘no’ deciso all’integrazione è arrivato da parte delle organizzazioni sindacali. Marisa Sacco, responsabile del settore sanità della Cgil, si dice contraria alla petizione popolare. «E’ preventivamente necessario un atto formale da parte delle rispettive Asl per il successivo coinvolgimento sia delle amministrazioni comunali interessate e delle organizzazioni sindacali».
«La raccolta delle firme – risponde a distanza Tinivella – è più che legittima e democratica ed è uno strumento messo  a disposizione dei cittadini proprio dalla legge». Nei prossimi giorni verranno resi noti luoghi, tempi e modalità della raccolta delle firme, che dovrà comunque avvenire dietro presentazione di un documento di identità non scaduto e alla presenza di un funzionario pubblico, di un consigliere comunale o di un amministratore locale.
Nella foto, di Panizza, il nuovo ingresso su via monsignor Cavigioli dell’ospedale “Ss.Trinità”.

Carlo Panizza

Articolo di: domenica, 13 gennaio 2013, 2:10 p.
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