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lunedì, 20 novembre 2017
Articolo di: venerdì, 04 marzo 2011, 12:00 m.

Partorire senza dolore? Si può

Intervista al dottor Emilio Moretti dell'Asl No

BORGOMANERO - E’ innegabile che la sofferenza provata da una donna durante il travaglio da parto sia classificata come uno dei dolori di intensità più elevata .  Molte donne riescono, se ben preparate, a controllare l’ansia e la paura legate al parto e in questo modo anche la percezione delle sensazioni dolorose è ridotta, ma altre non sono in grado di raggiungere un sufficiente autocontrollo.

Da anni è stato dimostrato che la sofferenza materna provoca l’immissione nel circolo sanguigno di adrenalina, una sostanza che altera la contrattilità uterina limitando il flusso di sangue attraverso la placenta, provocando una sensibile diminuzione dell’ossigenazione fetale.

"L’ospedale di Borgomanero – afferma Emilio Moretti, direttore del Dipartimento Emergenza e Accettazione e delle Strutture di Anestesia e Rianimazione dell’Asl No - si occupa sia del benessere della madre che del nascituro, grazie alla collaborazione di un’equipe di medici ginecologi, di anestesisti, di pediatri, ostetriche e degli infermieri specializzati dell’Acute Pain Service e della Terapia Intensiva, che operano 24 ore su 24".

 

E’ possibile parlare di parto senza dolore durante il travaglio?

"Il parto “indolore” si ottiene praticando l’analgesia in travaglio, che può essere eseguita con diverse metodiche.

L’ analgesia non farmacologica:  che si avvale dell’agopuntura, dell’ipnosi, audio-analgesia, musica, bagno caldo e aroma terapia, massaggio e contatto fisico, possibilità di movimento e posizione materna, blocco intradermico con acqua distillata, tens, sostegno emotivo.

In realtà è complessa l’analisi dei risultati degli  studi condotti verso queste metodiche perché il numero delle donne “studiate” sono ancora  esiguo.

 

Quale tecnica viene consigliata alle future mamme?

L’analgesia epidurale, che è sicuramente una tecnica analgesica consolidata di sicura efficacia. La nostra esperienza,  al momento attuale, è di oltre 160 partoanalgesia, senza effetti collaterali.

 

In cosa consiste?

Determina in pochi minuti la scomparsa del dolore delle doglie, lasciando inalterata la sensibilità cutanea, i movimenti e, soprattutto, la sensazione della contrazione, che continua ad essere percepita, ma non più con la stessa intensità.

La capacità di spinta non viene alterata e la donna, liberata dal dolore, può partorire attivamente ed in modo spontaneo.

 

Nel caso la puerpera decidesse di avvalersi dell’analgesia epidurale, come dove comportarsi?

La decisione deve avvenire con un certo anticipo rispetto alla data prevista per il parto. La futura mamma sarà visitata dal medico-anestesista che dovrà prendersi cura di lei durante il parto e che le praticherà l’analgesia epidurale. Le saranno, quindi, illustrati i benefici ed i vantaggi di questa analgesia, ma anche le sue possibili complicanze (anche se rare) e  le sarà chiesto di firmare il consenso informato a tale metodica.

 

In pratica come viene eseguita?

La donna dovrà assumere una posizione da “seduta” o “sdraiata sul fianco sinistro”.

Consiste nell’introduzione, tramite un ago, di un sottile tubicino (cateterino) di plastica dietro la schiena (zona lombare) nello spazio “epidurale” (spazio vicino al quale passano i nervi che trasmettono il dolore del parto). Attraverso il cateterino viene somministrata la soluzione analgesica.

La procedura richiede pochi minuti e non è dolorosa perché è preceduta da anestesia locale nella zona interessata.

Il cateterino sarà poi fissato con un apposito cerotto che le permetterà piena  libertà nei movimenti.

L’analgesia viene eseguita durante la prima fase del travaglio,  quando è presente una buona frequenza delle contrazioni uterine.

 

Possiamo dare una notizia positiva, allora, a tutte le donne….

Questa metodica è consigliata ogni volta che la donna lo desideri, ma può essere raccomandata in presenza di alcune malattie come il diabete, l’ipertensione, la gestosi, la miopia grave, un pregresso distacco di retina e in alcune malattie cardiovascolari, perché riduce i rischi legati al parto.

E’ controindicata in presenza di malattie emorragiche, in persone sottoposte a terapie anticoagulanti, in caso di gravi infezioni generalizzate o localizzate alla schiena.

 

Possono esserci effetti collaterali a seguito dell’analgesia epidurale?

Qualche volta, dopo il parto, la donna può lamentare mal di schiena o un lieve mal di testa: tali disturbi, però generalmente sono attribuibili alla dinamica del parto.  L’analgesia epidurale, infatti, non provoca effetti collaterali spiacevoli, in alcuni casi possono verificarsi, durante il travaglio, un prurito (di breve durata); molto raramente dopo la puntura  può insorgere mal di testa benigno e transitorio, della durata di 1-2-giorni al massimo.

 

Per concludere, il parto indolore, permette di vivere con maggiore serenità il momento “magico” del parto…

Questa metodica accresce ancor più un’offerta già ampia e permette, grazie ad una scelta consapevole da parte della donna, di affrontare il periodo del travaglio e del parto con maggiore  serenità, in modo che la mamma abbia un dolce ricordo di questo momento fondamentale e possa trasmettere benessere e tranquillità al proprio bimbo.

 

Redazione online

 

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Articolo di: venerdì, 04 marzo 2011, 8:26 m.
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