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domenica, 17 dicembre 2017
Articolo di: giovedì, 06 ottobre 2011, 1:22 p.

Per l’intestino, un verme elettronico

In fase di sperimentazione all’ospedale di Borgomanero

BORGOMANERO - Si accorcia e si allunga come un bruco, comandato a distanza da un joystick stile videogames. È la nuova iper-tecnologica frontiera della colonscopia, esame invasivo che grazie all’e-worm (letteralmente verme elettronico) diventa del tutto indolore. Una novità che il reparto di Gastroenterologia dell’ospedale di Borgomanero sta sperimentando in anteprima insieme a pochi altri centri italiani. Il nuovo colonscopio robotico è in uso da agosto e finora sono stati una decina i pazienti sottoposti all’esame.

«L’opportunità ci è stata offerta dall’Associazione Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del Piemonte che ha donato a questo reparto un certo numero di dispositivi» spiega il dottor Pietro Occhipinti, primario della Gastroenterologia borgomanerese. Qui è attivo uno dei principali centri regionali per la cura della patologie croniche dell’intestino, con oltre 400 malati regolarmente in cura. «Persone che devono sottoporsi più e più volte ad un esame che, nonostante il miglioramento degli strumenti, rimane molto fastidioso» sottolinea il dottor Occhipinti.

Proprio per loro il “bruco-robot” è un’alternativa valida, visto che permette di eseguire la colonscopia senza dolore e in maniera altrettanto accurata rispetto ai dispositivi tradizionali. E-worm si allunga e si accorcia all’interno del colon assecondandone le curve e trasmettendo le immagini da una telecamera posizionata sulla “testa”. «È più sicuro perché annulla il pur basso rischio di perforazione, non richiede la sedazione del paziente ed è monouso» aggiunge la dottoressa Silvia Saettone, dello staff medico del reparto.

Lucia Panagini

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