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mercoledì, 13 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 27 ottobre 2012, 10:14 m.

Pettenasco, malato di Sla in sciopero della fame

Aldo Maulini rifiuta il cibo per protestare contro i tagli del Governo

PETTENASCO - Sciopero della fame per far valere i propri diritti. Non è una novità, l’atto in sé, ma lo diventa nel momento in cui si scopre che chi ha deciso di non mangiare ha una malattia neurodegenerativa progressiva. La Sla, acronimo di sclerosi laterale amiotrofica, è una delle tante malattie associate al “Comitato 16 novembre onlus”. E proprio la Sla ha colpito da ormai due anni Aldo Maulini ( nella foto ). Classe 1954, Maulini è “in sciopero” aderendo a quello organizzato dal “Comitato” per contestare i tagli del Governo, che ha promesso risorse alla non autosufficienza, senza però realizzare un piano organico ad essa dedicato. Aldo e altri 41 firmatari, tra cui Carla Oioli di Casale Corte Cerro malata anche lei di Sla, hanno applicato un taglio drastico al loro sostentamento che consiste, per lo più, di cibo inserito nello stomaco attraverso specifiche cannule. «Proseguiremo sino a quando non ci daranno ascolto» ha detto comunicando con un puntatore oculare, ausilio che funziona attraverso l’uso dei suoi occhi. Sposato con Laura, insegnante, e padre di due figli studenti universitari, Aldo ha vissuto sempre all’aria aperta. Da circa 40 anni era agricoltore in un alpeggio alle pendici del Mottarone non lontano da Pettenasco. L’area, adibita a colonia elioterapica per i figli dei dipendenti delle aziende tessili omegnesi di fine ‘800, venne riqualificata nella metà degli anni ‘70 da Maulini ed altri che ne ricavarono terrazzamenti coltivati con piccoli frutti, allevamento, percorsi didattici per le scuole e un agriturismo. Questi innovatori si riunirono in cooperativa, denominata “Il glicine”, riscuotendo un enorme successo per via dei prodotti realizzati, esportati anche fuori regione. Adesso le mani di Aldo non possono più operare in Selviana ma restano comunque attive come lui, che sempre sorridente spiega: «Forse noi malati siamo troppo pochi per ottenere l’attenzione che ci spetta ma combattiamo lo stesso». Grazie all’aiuto di amici e parenti può ancora abitare nella sua casa non priva di barriere architettoniche, sconfitte però da un ascensore. Avrebbe diritto ad un contributo “pro abbattimento barriere” nella busta paga sua e della moglie ma di questi soldi non hanno mai visto l’ombra. Ammontano invece a circa 55mila euro quelli spesi da quando la Sla è entrata in casa.«La Regione secondo i miei conti dovrebbe darci 13mila euro» ha aggiunto. Una piccola percentuale per chi, come Aldo, ha una malattia a cui per ora nessuno riesce ad applicare tagli.

Luisa Paonessa

Articolo di: sabato, 27 ottobre 2012, 10:14 m.
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