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lunedì, 20 novembre 2017
Articolo di: lunedì, 01 ottobre 2012, 1:35 p.

Piccoli Comuni, al via la rivoluzione

Nell'Alto Novarese non coinvolti dalle novità solo 7 Comuni

Addio alle Comunità montane e gestione associata dei servizi tra i Comuni più piccoli. E' questa in estrema sintesi la rivoluzione sancita dal ddl Maccanti, approvato in Regione Piemonte pochi giorni fa e che recepisce le direttive già dettate dal Governo. Secondo quanto già disposto dalla legge Statale, i piccoli Comuni devono gestire in forma associata le loro funzioni fondamentali dalla organizzazione generale dell’amministrazione alla gestione finanziaria, passando per l'organizzazione dei servizi pubblici alla pianificazione urbanistica. A livello nazionale la soglia minima di popolazione per non unificare i servizi era stata fissata a 10 mila abitanti, ma la Regione Piemonte ha deciso di abbassarla a 3 mila abitanti per la montagna e 5 mila per la pianura (tranne che per la funzione sociale, per cui la soglia è stata elevata a 40 mila abitanti). Per dare un'idea della portata che avranno queste novità, in Provincia di Novara su 88 Comuni solo 13 superano i 5 mila abitanti e 21 i 3 mila. Ancora più frammentata la situazione nella zona del Borgomanerese, del Cusio e della Bassa Sesia dove i Comuni sopra i 5 mila sono appena 2 - Borgmanero e Gozzano - e quelli sopra i 3 mila si contano sulle dita di una mano - Grignasco, Romagnano Sesia, Ghemme, Gattico e San Maurizio d'Opaglio. La normativa nazionale prevede l'entrata in vigore dei servizi associati già per il 1° gennaio 2013 e ora i Comuni del territorio dovranno trovare la formula migliore per gestire i servizi unificati. La Regione ha lasciato libertà in merito, dando ai Comuni la possibilità di scegliere se formare delle Unioni o sottoscrivere delle convenzioni. "Stiamo parlando di funzioni fondamentali - ha spiegato l'assessore Maccanti, presentando la legge - quindi di servizi erogati ai cittadini, sulla cui qualità essi giudicheranno i loro amministratori. E i nostri Comuni di imposizioni ne hanno già subite abbastanza: dal Patto di stabilità, che dal 1° gennaio 2014 riguarderà tutti i Comuni sopra i 1.000 abitanti, alla tesoreria unica, passando attraverso lo scippo dell’Imu e la sua sovrastima, che porterà le nostre amministrazioni a un disequilibrio di bilancio. Almeno sul tema delle gestioni associate diamo as essi autonomia, che significa anche responsabilità”.

Lucia Panagini

Articolo di: lunedì, 01 ottobre 2012, 1:35 p.
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