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mercoledì, 13 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 03 novembre 2012, 9:03 m.

Se n'è andato il pittore che amava il Cusio

E' scomparso Gino Apostolo, l'addio nella chiesa di Santa Croce in Bagnella ad Omegna

OMEGNA - Se n’è andato il pittore cusiano che coniugava il bozzetto alla pittura. Gino Apostolo si è spento all’ospedale “Castelli” di Verbania il 31 ottobre a 91 anni. Una vita dedicata alla pittura, trascorsa tra i pennelli, i colori ad olio, le tempere e gli acquerelli che impreziosivano opere che lasciano il segno tra i suoi concittadini. Secondogenito di tre fratelli, aveva aperto nel secondo dopoguerra con il fratello maggiore Pierino, scomparso improvvisamente nel 1980, il primo laboratorio artistico a Madonna del Popolo, dove nacquero gli studi di pubblicità e bozzetti a firma “2 dei 12”. A Bagnella, la frazione a bordo lago, si trasferirono in un secondo momento: lì si aggiunse anche il terzo fratello, Paolo (anch’egli scomparso). Dal Cusio Gino si allontanava difficilmente: la sua creatività aveva lì un terreno fertile ed ebbe modo di crescere tra la rete di associazioni e nuove realtà che negli anni presero piede a Omegna. Tra i maestri e amici trovava posto Carlo Bossone, classe 1904, artista savonese di nascita ma trasferitosi ai piedi della valle Anzasca. Il confronto con lo stile pittorico, tra Gino e il fratello maggiore con Bossone, fu uno dei legami più forti nella storia artistica del pittore cusiano. A Omegna la mostra allestita durante la festa patronale di San Vito lo vedeva protagonista indiscusso. I suoi colori accesi inseriti in quelle linee dure e bene definite che disegnavano una città come mai nessuno l’aveva concepita; gli angoli delle forme geometriche assieme a figure simili a bozzetti di studio raccontavano lo status di Omegna anche allo straniero che, casualmente, entrava nel salone di Santa Marta, luogo che accoglie da anni l’esposizione durante la patronale. Ma la sua espressione artistica andava oltre. Due i cicli pittorici che lo contraddistinsero, prodotti negli anni ’70. Una dedicata al poeta Garcia Lorca con tele a olio di grandi dimensioni e un’altra ai Vangeli con disegni a matita. Entrambe non lasciarono i confini cusiani. Più recente la creazione di una targa dorata a favore del Circolo Filatelico Numismatico di Omegna noto per il “Francobollo d’Oro”, il premio per i concittadini e/o le associazioni distintesi a favore del prossimo. Assieme al “Francobollo”, Angela Bedoni - la vincitrice dell’edizione 2008 - portò a casa l’opera di Apostolo. Sposato con Gianna, Gino lascia proseliti artistic iattraverso i sui tre figli: Germana, Carlo e Roberto. Carlo è grafico pubblicitario e come suo padre opera in città. Ama dire di se: «Sono cresciuto “a bottega” da mio padre». Un’esperienza che lo ha sempre reso fiero della sua professione. Anche Roberto opera nel settore e Germana, insegnante, ama la pittura e realizza quadri che hanno sempre trovato posto vicino a quelli del padre durante l’esposizione della festa patronale. Apostolo lascia anche due nipoti una delle quali, Marta, ha già manifestato segni della sua predisposizione. Ieri pomeriggio alle 14.30 la chiesa di Santa Croce in Bagnella ha accolto Gino Apostolo per l’ultima volta. Le artistiche vetrate policrome della chiesa derivano da disegni realizzati di suo pugno.


Luisa Paonessa

Articolo di: sabato, 03 novembre 2012, 9:03 m.
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