Corriere di Borgomanero

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venerdì, 20 gennaio 2017
Articolo di: lunedì, 09 gennaio 2017, 6:00 p.

Sottopassi, doccia fredda per il Comune

Una nuova richiesta della Sopraintendenza rischia di bloccare tutto

Le docce fredde soprattutto d’inverno non sono salutari. Ne sa qualcosa l’Amministrazione comunale di Borgomanero dopo l’ultima Conferenza dei servizi che nei giorni scorsi avrebbe dovuto dare il via alle gare d’appalto e quindi all’avvio dei lavori per la realizzazione dei sottopassi ferroviari, attesi in città da quasi trentacinque anni. Da quando cioè il 14 dicembre 1982 il Consiglio comunale bocciò il progetto che prevedeva, a totale carico Anas, la realizzazione di un sottopasso che avrebbe collegato viale Marazza con via Arona - via Maggiate passando sotto la stazione ferroviaria. Accantonato quel progetto, per poter mandare definitivamente in pensione i passaggia livello che dividono in due la città, Rfi (Rete ferroviaria italiana) aveva previsto la costruzione di tre sottopassi: il primo per collegare via Fratelli Maioni (zona Ponte Rosso) con il cavalcavia di via Arona, interessando parte del Foro Boario e dell’ex Rubinetteria Giustina (acquistata dal Comune a tale scopo nel 2000 con un esborso di 600 milioni delle vecchie lire); il secondo nella frazione San Marco per consentire il successivo smantellamento del passaggio a livello di via Verdi – via monsignor Cavigioli; ed il terzo solo “ciclo pedonale” previsto sempre a San Marco in via Simonotti ma che per il momento non verrà realizzato su richiesta specifica deiComuni di Borgomanero e Briga Novarese, più favorevoli alla realizzazione di un sottopasso percorribile anche dalle auto. L’impegno di spesa complessivo si aggira attorno ai 9,5 milioni di euro di cui 1,8 milioni a carico del Comune. Ma ecco arrivare la doccia fredda: nell’ultima Conferenza dei Servizi tenutasi il 20 dicembre alla quale erano stati invitati a partecipare ben 19 enti (se ne sono presentati solo 7) la Soprintendenza all’archeologia, belle arti e paesaggio delle Provincie di Biella, Novara, Vco e Vercelli (non presente alla riunione) ha fatto pervenire una lettera nella quale si chiedeva espressamente, relativamente al sottopasso che dovrebbe collegare via Fratell iMaioni con via Arona, di modificare il progetto, arretrando di almeno quindici metri il manufatto su via Fratelli Maioni per salvaguardare la tettoia in cemento armato del “Foro Boario” realizzata negli anni ’30 su progetto dell’ingegner Francesco Frisa. La risposta in Conferenza dei servizi da parte dell’ingegner Dario Pellegrino di Rfi è stata immediata e lapidaria. «L’accoglimento delle osservazioni proposte – ha detto – ed in particolare lo spostamento dell’asse viario di almeno quindici metri con la conseguente riduzione della rotatoria di via Fratelli Maioni comporterebbe la riprogettazione di una nuova opera in un’altra posizione e quindi la non realizzazione dell’opera». «Nel 2008 si era tenuta una Conferenza dei servizi – dice il vicesindaco Sergio Bossi – e la Sovrintendenza non aveva sollevato obiezioni. Nel 2015 ci aveva chiesto che venissero salvaguardate le tettoie del Foro Boario e ci siamo attenuti a quanto prescritto. Adesso, quando pensavamo ormai di dare avvio ai lavori, arriva questa nuova richiesta, assolutamente incomprensibile. Chiederemo al più presto un incontro con la Sovrintendenza per cercare di sbloccare una situazione incredibile. La città da troppi anni attende la realizzazione dei sottopassi che rappresentano un ostacolo anche per il transito dei mezzi di soccorso». Nella foto, di Panizza, il passaggio a livello di via Fratelli Maioni con, sulla destra l’area del Foro Boario con le tettoie progettate negli anni ’30 dall’ingegner Francesco Frisa.

Carlo Panizza

Articolo di: lunedì, 09 gennaio 2017, 6:00 p.
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