Corriere di Borgomanero

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venerdì, 15 dicembre 2017
Articolo di: mercoledì, 06 dicembre 2017, 9:38 p.

Striscione neofascista sul ponte ferroviario di via Novara

Dura presa di posizione dell'Anpi provinciale e di Borgomanero

Durissima reazione da parte dell’Anpi provinciale e della sezione“ Mora e Gibin” di Borgomanero presieduta da Gabriele Caione (nella foto di Panizza) dopo che nei giorni scorsi sul ponte ferroviario di via Novara, sulla Sp 229 è apparso uno striscione con una frase “con evidente intento razzista”. In un comunicato congiunto l’associazione degli ex partigiani condanna l’episodio sulq uale stanno indagando i Carabinieri. “Un’organizzazione neofascista – si legge nel comunicato - ha rivendicato il “blitz” con un comunicato on line. Condanniamoquesta azione, prima di tutto, per il suo contenuto teso a cavalcare la gelida ondat axenofoba che ormai da anni si è abbattuta sull’intera Europa. Contrapponiamo alla frode di lugubri e minacciosi slogan la forza della ragione, della pace e della democrazia. Siamo convinti che i problemi che la nostra società si trova ad affrontare non possano avere soluzioni “semplici” e sbrigative e non si possono affrontare con la pancia dei fanatismi, né con la riproposizione di quei miti irrazionali che hanno sempre portato al nostro Paese solo miseria, barbarie e innumerevoli lutti. Denunciamo la ricerca di visibilità politica e mediatica alla base di simili gesti, né ci facciamo ingannare dalle loro modalità apparentemente “soft” e poco invasive, tese solo a conquistare spazi e legittimazione in attesa di esibire il vero teschio del fascismo, quello di sempre. Con maggiore forza denunciamo la natura provocatoria e offensiva dell’atto neofascista. Come sempre, insultano i vivi e non hanno alcun rispetto per i morti”. Nel comunicato l’Anpi fa rilevare che “ alla base del ponte ferroviario dove è comparso lo striscione neofascista, c’è la lapide di due caduti partigiani: Albino Alborghetti e Battista Zappelloni. Il primo era nato a Trescore Balneario (BG) il 6 gennaio 1926 e faceva parte della 1 a brg. “Eugenio Curiel” colnome di battaglia di Selvaggio. Cadde il 22 aprile 1945, tre giorni prima della liberazione. Insieme a lui fu ucciso dai fascisti Battista Zappelloni, nato a Borgomanero il 5 agosto 1919. Operaio elettricista, chiamato dai compagni d’armi Tino, era da più di un anno combattente nell’81 a brg. volante “Silvio Loss”. Il luogo del loro sacrificio fu una delle mete delle celebrazioni del primo anniversario dellaL iberazione dal nazifascismo. Sono caduti per la libertà – viene evidenziato nel comunicato - ora, nelle pieghe di quella libertà si insinua subdolamente chi vorrebbe di nuovo e per sempre seppellirla. Chiediamo, con forza, che tutte le forze democratiche, i cittadini e le Istituzioni si mobilitino per respingere il ritorno di idee e movimenti che si rifanno al fascismo e al nazismo, ricordando a tutti che quella ideologia e quei movimenti, per l’Italia e per l’Europa, hanno significato guerra, sterminio di intere popolazioni, sottomissione di intere nazioni, rinnegando i più elementari diritti umani e conculcando per tutti il diritto alla libertà. Se lo scopo è intimidire, noi non ci lasciamo intimidire. Se lo scopo è far rinascere un sentimento di odio, noi non offriremo loro nessun alibi”.

Carlo Panizza

Articolo di: mercoledì, 06 dicembre 2017, 9:38 p.
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