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mercoledì, 22 novembre 2017
Articolo di: giovedì, 23 agosto 2012, 10:58 m.

Suno: rientrata a casa la famiglia “sfollata” da sotto il campanile

Terminata la messa in sicurezza della pieve sventrata da un fulmine ad aprile

SUNO – Il sindaco di Suno, Nino Cupia, ha firmato l’ordinanza proprio a ridosso di Ferragosto. E finalmente dopo quasi quattro mesi, la famiglia di Suno che abita nei pressi della chiesa di San Genesio è potuta rientrare a casa in sicurezza. Dal 22 aprile, quando un fulmine sventrò il campanile dell’antica pieve, la loro abitazione era infatti stata considerata off limits perché la torre campanaria poteva cadere da un momento all’altro. Dopo quasi quattro mesi, il campanile è stato finalmente messo in sicurezza, “ingabbiato” da ponteggi che eviteranno ulteriori crolli e renderanno possibile il restauro. “I lavori di messa in sicurezza sono terminati il 10 agosto – spiega il primo cittadino Nino Cupia – E qualche giorno dopo la famiglia “sfollata” è potuta rientrare in casa”. Il vero cantiere per sanare le ferite subite dal campanile di San Genesio però comincia ora. A settembre aprirà il cantiere per il restauro vero e proprio. Durata prevista: 12 mesi. “Ci sono due fratture da chiudere nella parte bassa del campanile e nella sommità” specifica il sindaco. Non sarà invece probabilmente ricostruita la “punta” della torre campanaria, un elemento architettonico che non faceva parte della costruzione originale medioevale. Sarà un lavoro certosino su quello che è uno dei gioielli romanici presenti nel novarese, oltre che una degli edifici sacri più antichi della Provincia (la pieve risale al X secolo). Ma già ora un risultato è stato raggiunto: il campanile non sarà abbattuto, come qualcuno aveva ipotizzato subito dopo il crollo. (Nella foto: come si presentava il campanile il 23 aprile scorso)

Lucia Panagini

Articolo di: giovedì, 23 agosto 2012, 10:58 m.
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