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giovedì, 14 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 20 ottobre 2012, 10:41 m.

Tangenziale di Romagnano, si discute sull'utilizzo di scorie di fonderia

Progetto ancora bloccato, il Comune vuole assicurazioni sull'impatto ambientale

ROMAGNANO SESIA - Anche nell’ultima riunione la Conferenza dei servizi non ha sbloccato il progetto per consentire l’avvio lavori per il completamento della tangenziale di Romagnano: tre chilometri di strada, che dalla rotonda del Piano Rosa si collegherà con la provinciale per Novara e con il casello dell’A26. Una vicenda che tiene alta l’attenzione, soprattutto da parte dell’Amministrazione comunale romagnanese che esprime unanimità d’intenti, sia della maggioranza che della minoranza. Il motivo è l’eventualità di utilizzo di un’enorme quantità di scorie di fonderia per i rilevati dell’infrastruttura stradale, la massicciata sulla quale dovrebbe correre la nuova strada. A questo proposito l’amministrazione comunale ha diramato un comunicato che sintetizza la posizione. «Sì alla tangenziale, ma non a tutti i costi, siamo pronti ad opporci se si dovessero rilevare rischi per l’ambiente»: questa la posizione del Comune di Romagnano a fronte della proposta avanzata dall’impresa Lauro vincitrice dell’appalto per la realizzazione della nuova strada (costruire i rilevati e i sottofondi stradali del secondo lotto con rifiuti e scorie definiti “non pericolosi”). «Trattandosi di 450mila tonnellate di materiale che verranno sistemati in una zona ad elevato pregio ambientale, è ovvio - dicono gli amministratori comunali - ritenere necessaria un’attenta valutazione dei rischi e un controllo puntuale e costante su provenienza e qualità delle scorie impiegate». «Ci domandiamo se l’impiego di tali scorie sia veramente innocuo per l’ambiente, come sostiene la Ditta appaltatrice o se, come è stato prospettato anche dall’Arpa (che ha richiamato un D.M. per evidenziare che tali materiali non sarebbero compatibili conun sito incontaminato) ci siano invece rischi per il nostro ambiente, legati nello specifico alla volatilità delle polveri ed al contenimento del percolato. Non vorremmo ritrovarci con l’aria, le colture e le falde acquifere inquinate». Il Comune di Romagnano richiede anche precise garanzie sull’origine delle scorie che saranno impiegate: «Lo studio di impatto ambientale che è stato proposto nella conferenza dei servizi – recita il comunicato - non ci ha soddisfatto. Non ci sembra offrire garanzie il metodo, la scarsa frequenza dei controlli e la provenienza delle scorie: sarebbe opportuno infatti che i controlli a campione siano effettuati da un organismo esterno, non dalla stessa ditta». A conclusione il Comune chiede anche la massima collaborazione della Provincia, ente appaltante.

Carlo Brugo

Articolo di: sabato, 20 ottobre 2012, 10:41 m.
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