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sabato, 16 dicembre 2017
Articolo di: venerdì, 04 marzo 2011, 12:00 m.

Tanta gente per un ultimo saluto a Gaudenzio

I funerali del 48enne morto dopo l’operazione di ernia del disco

BORGOMANERO - C’era tanta gente, sabato pomeriggio nella Collegiata di San Bartolomeo, per dare l’estremo saluto a Gaudenzio Mora, il tecnico quarantottenne morto domenica 13 febbraio all’Ospedale “Maggiore”  di Novara dove era giunto nella notte in condizioni disperate. L’uomo era stato operato di ernia del disco martedì 8  all’Ospedale Madonna del Popolo di Omegna. Dopo l’intervento aveva accusato dolori addominali che non erano cessati neppure quando, venerdì 11, aveva fatto ritorno a casa in via Matteotti 50. Con il trascorrere delle ore la situazione era peggiorata al punto che la moglie Irene e la figlia ventiduenne Debora sabato sera lo avevano accompagnato al pronto soccorso dell’Ospedale “Ss. Trinità” dove i medici dopo una Tac avevano deciso di trasferirlo urgentemente al “Maggiore” di Novara. All’alba di domenica 13 il decesso. Informata dell’accaduto, la Procura della Repubblica aveva aperto un’inchiesta affidata al sostituto procuratore Mara De Donà che aveva disposto la sospensione dei funerali già programmati per mercoledì 16 ordinando una nuova autopsia che è stata eseguita mercoledì 23. Entro novanta giorni il perito incaricato dalla Procura dovrà riferire al magistrato che nel frattempo ha iscritto tre medici dell’ospedale di Omegna nel registro degli indagati. Ai funerali c’era una folta rappresentanza dei quartieri cittadini e i gonfaloni dei rioni San Rocco e Santa Croce. Gaudenzio era infatti particolarmente attivo nel rione San Rocco dove, assieme a Mariano Manca, costruiva il carro che partecipava alla sfilata della Festa dell’uva. Lo scorso anno il loro carro intitolato “Pensa il mondo al contrario”, un messaggio forte contro la vivisezione e l’abbandono degli animali domestici, venne proclamato vincitore. Sulla bara i familiari hanno voluto posare la maglietta che il loro congiunto indossò la sera della vittoria quando, sorridente, salì sul palco di piazza Martiri per ritirare il meritato trofeo.

Carlo Panizza

 

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Articolo di: venerdì, 04 marzo 2011, 8:42 m.
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