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venerdì, 22 settembre 2017
Articolo di: sabato, 27 ottobre 2012, 10:06 p.

Un nuovo libro per il professor Eugenio Borgna

Il neurochirurgo, ex sindaco di Borgomanero, in libreria con

BORGOMANERO – Verrà presentato lunedì 29 ottobre alla Libreria Feltrinelli in piazza Ravegnana a Bologna l’ultimo libro del “borgomanerese” professor Eugenio Borgna dal titolo “Di armonia risuona e di follia” edito da Feltrinelli. Eugenio Borgna, ex Sindaco di Borgomanero, eletto “Borgomanerese dell’anno 1998” è primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano. Con Feltrinelli ha pubblicato: I conflitti del conoscere. Strutture del sapere ed esperienza della follia (1988), Malinconia (1992), Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica (1995), Le figure dell’ansia (1997), Noi siamo un colloquio. Gli orizzonti della conoscenza e della cura in psichiatria (1999), L’arcipelago delle emozioni (2001), Le intermittenze del cuore (2003), L’attesa e la speranza con cui nel 2005 si aggiudicò il “Premio Bagutta”, Come in uno specchio oscuramente (2007), Nei luoghi perduti della follia (2008), Le emozioni ferite (2009) e La solitudine dell’anima (2011). Con Aldo Bonomi ha pubblicato Elogio della depressione (Einaud i2011). Di che cosa tratta il suo ultimo libro? Nel volume Eugenio Borgna tenta di dare deller isposte ad una serie di interrogativi: “Quale è la realtà della follia, e quale la sua immagine? In che relazione sta con le comuni esperienze di dolore o di malinconia? Attraverso quali linguaggi riesce a comunicare una sofferenza che pare riferirsi a un altro mondo, a una diversa realtà? Come tutto ciò finisce per condizionare la creatività? E in che modo dovrebbe porsi una psichiatria realmente umana che voglia immedesimarsi con le vibrazioni più intense delle anime sofferenti?”. Borgna, nel tentativo di dare risposta a domande come queste, interroga quanti hanno provato a esprimere il senso delle lacerazioni dolorose o delle tormentose inquietudini sperimentate nelle loro vite.“ Ci introduce così – si legge nella presentazione del libro - come in un’ideale galleria letteraria e artistica, ad alcune delle grandi opere che aiutano a cogliere un’altra immagine della follia: quelle di pensatori come Nietzsche o Kierkegaard, di poeti come Georg Trakl, Nelly Sachs e Paul Celan, di scrittori come Virginia Woolf, o di pittori come Friedrich o Böcklin, di registi come Bergman o Lars von Trier. Ma ci svela anche le modalità di esprimere le profondità e le ferite dell’anima di alcune delle sue pazienti, come Angela e Valeria, di grandi mistiche come Teresa di Lisieux e Teresa d’Ávila, o di vittime di una sorte atroce quale fu Etty Hillesum. Al centro del libro resta il significato della follia come esperienza umana, specchio nel quale si riflette, dilatata e radicalizzata, la nostra condizione. La follia come epifania del dolore, come destino, come esperienza creativa. La follia che rende possibile una più ampia comprensione di quello che noi siamo nella nostra fragilità, e di quello che è il mondo nella sua insondabile complessità”.

Carlo Panizza

Articolo di: sabato, 27 ottobre 2012, 10:06 p.
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