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sabato, 23 settembre 2017
Articolo di: giovedì, 10 gennaio 2013, 11:39 m.

Vent'anni fa a Borgomanero l'arresto che portò alla cattura di Riina

Nella città agognina i Carabinieri fermarono Baludccio Di Maggio, l'ex autista del "capo dei capi"

BORGOMANERO - Partì da Borgomanero il blitz che portò alla cattura di Totò Riina. Esattamente 20 anni fa, l’8 gennaio del 1993. In pochi sapevano chi fosse Baldassarre “Balduccio” Di Maggio, e probabilmente nessuno immaginava che nel giro di una settimana avrebbe consentito la cattura del “capo dei capi” di Cosa nostra, avvenuta il 15 gennaio di quell’anno. Una “storia” dunque anche novarese, e che i novaresi appresero in parte per primi, quando sui giornali locali apparvero semplici trafiletti che riportavano la notizia dell’arresto di un siciliano, appunto a Borgomanero, per detenzione abusiva di una pistola. Quel siciliano era in realtà l’ex autista di Riina, trasferitosi inizialmente in Canada e poi in Piemonte, dove, a cavallo fra il 1992 e il 1993, fu dapprima segnalato al Comando provinciale dei Carabinieri di Novara dai colleghi di Monreale. E da Novara tale segnalazione pervenne all’allora comandante della Regione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, generale Francesco Delfino. Che aveva a lungo prestato servizio a Palermo. «La notizia mi fece sobbalzare il cuore - racconta nel suo libro “La verità di un generale scomodo”, che, oltre a fatti noti, contiene anche interessanti dettagli - Quel Di Maggio io lo conoscevo bene, pur non avendolo mai incontrato. Raccomandai di stare all’erta, di dare corso alle indagini e di tenermi informato». E la svolta avvenne l’8 gennaio di quel 1993. Racconta ancora il generale Delfino:«Mi telefonò a casa il comandante di Novara (l’allora colonnello, ora generale in carriera, Vincenzo Giuliani, ndr) e mi disse: “Abbiamo catturato quel Balduccio Di Maggio… e dice che vorrebbe parlare solo con lei”». Spiegò poi Delfino:«Di Maggio scelse semplicemente l’uomo più alto in carica, per meglio garantirsi protezione per sé e per la propria famiglia».Parlò innanzitutto per quell’intera notte, al Comando di Novara, con il generale Delfino e alla presenza, oltre che dei vertici dell’Arma appunto novarese, «dei miei collaboratori e ufficiali di Polizia giudiziaria, in tutto 14 persone. Raccontò le azioni più atroci - ricorda il generale Delfino - e io all’indomani provvedetti a diramare prudentemente la notizia alle agenzie di stampa, senza darle troppa importanza per non destare allarme sulla carcerazione del mafioso. Non si doveva sapere che stava collaborando». Poche righe: arrestato tal Balduccio Di Maggio, per possesso illegale di arma da fuoco. Ne parlò anche il “Corriere di Novara” (vedi riproduzione dell’articolo, ndr), mentre i media nazionali sostanzialmente ignorarono la notizia. La vicenda dell’arresto di Riina, e ancora prima di quello di Balduccio Di Maggio, hanno avuto strascichi di dubbi, lati oscuri e polemiche che si trascinano tuttora. Ma nulla toglie alla Storia, con la S maiuscola, dell’arresto di Balduccio Di Maggio a Borgomanero da parte dei Carabinieri di Novara.

Paolo Viviani

Ma come avvenne concretamente l’arresto a Borgomanero dell’ex autista di Riina? Leggilo sul Corriere di Novara di giovedì 10 gennaio 2013 in edicola o direttamente online in versione digitale sfogliabile.

Articolo di: giovedì, 10 gennaio 2013, 11:39 m.
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