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venerdì, 26 maggio 2017
Articolo di: sabato, 16 giugno 2012, 10:30 m.

Rimpianto Olimpiadi per l'omegnese Alberto Ricchetti

Non sarà a Londra, ma prepara già la rivincita con la sua canoa

OMEGNA - Ai fornelli se la cava (durante l’intervista prepara il ragù), ma è la canoa la sua unica, vera passione. Alberto Ricchetti, atleta nazionale di kayak di Omegna, si sta preparando per gli Europei che si disputeranno tra poco a Zagabria in ritiro a Milano. “Sarà il culmine della stagione, purtroppo…” dice. Sì, perché Alberto ha mancato per un soffio le Olimpiadi di Londra 2012 e un Europeo, pur prestigioso, gli lascia un po’ di amaro in bocca.

Omegnese di nascita, 27 anni, specialista di K4 e K2, Alberto veste i colori delle Fiamme Gialle da anni e ha rappresentato l’Italia in tutte le competizioni possibili, fino alle Olimpiadi di Pechino 2008, dove è arrivato quarto con l’equipaggio del K4. La nuova qualificazione olimpica è stata ad un passo, ma il regolamento che impone la rappresentanza di tutti i continenti e un nuovo fortissimo team russo hanno fatto sfumare il sogno dell’omegnese e del compagno Alberto Regazzoni. Il finanziere cusiano, però, non si è fatto abbattere: “Ho lavorato duramente per raggiungere questi livelli, sacrificando Natali e Capodanni con amici e parenti, ora ho un quadriennio intero per rilanciarmi in vista di Rio de Janeiro (dove si svolgeranno le Olimpiadi del 2016, ndr)”.

Eppure le gare dei cinque cerchi non sono certo le uniche prove atletiche: “A livello tecnico un mondiale è sempre di maggior livello, ma nulla è come le Olimpiadi per visibilità e per impatto emotivo – racconta – Ancora adesso vado a rivedermi su Internet la gara di Pechino e mi viene la pelle d’oca a pensare alla cerimonia di inaugurazione, il momento più bello in assoluto della mia vita di atleta”.

Per arrivare a questi livelli, l’allenamento è tosto e costante. Sveglia alle 7 e alle 8 già al lavoro, un’ora di preparazione aerobica o due di palestra, poi una seconda sessione dedicata all’allenamento di intensità e forza e finalmente si scende in acqua con la canoa. “E, tanto per non farci mancare nulla, appena terminato si va a correre” spiega Alberto che ora è in ritiro all’idroscalo. Con la sua canoa ha girato il mondo: dalla Cina all’Australia, passando per l’America. Risultato: nella casa di famiglia a Crusinallo ci sta a malapena 60 giorni l’anno. Ma senza troppi rimpianti.

Lo sport è entrato nella vita di Alberto Ricchetti quando era giovanissimo: “La prima prova intorno ai 9 anni ma non sono decollato, poi nel 1997, grazie ad un bellissimo gruppo di amici, pagaiare è diventata una passione – ricorda – Da quel momento sono arrivate i risultati e con quelli la fame di vittorie, regionali, nazionali. Fino alla decisione di entrare in un corpo militare per diventare un professionista dello sport”. Il resto è storia recente: un palmares di partecipazioni importanti, la medaglie ai campionanti mondiali ed europei e la Coppa del Mondo in k4, le Olimpiadi di Pechino e quelle sfumate di Londra. “Ma il mio sogno, prima del ritiro, rimane la zampata da medaglia olimpica…”

Lucia Panagini

Articolo di: sabato, 16 giugno 2012, 10:30 m.
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