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lunedì, 11 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 09 giugno 2012, 10:09 m.

Un nuovo ente al posto delle Comunità montane?

Soppressione piccoli Comuni: Cusio e Valstrona cercano una soluzione

OMEGNA - Un silenzio assordante, che non piace ai componenti della minoranza in Comunità montana, a proposito della minaccia che incombe sui piccoli comuni destinati, nel prossimo 2014, alla soppressione. Si potrebbe porvi rimedio con l'istituzione di un nuovo ente al posto dell'ormai “terminale” montano. Per dare vita a una discussione, e quindi ad un confronto di opinioni, Ezio Barbetta, assieme a Paolo Rossetti, Eliseo Mascolo e Giovanni Diverio, tutti componenti di “Viviamo la montagna”, lista che li rappresenta in minoranza, hanno chiesto al presidente della “Due Laghi-Cusio Mottarone e Valstrona” la convocazione di un Consiglio di Comunità. La lettera reca la data del 22 maggio, giorno successivo all'ultima seduta nella quale l'argomento non era stato preso in considerazione. Si è invece parlato di bilancio anche se, come dice Rossetti, «è un bilancio fotocopia a quello dell'anno precedente, chiuso con meno 24 per cento della previsione. Non ci sono obiettivi politici e amministrativi; questi amministratori dovrebbero avere il buon senso di dire che non sono in grado di andare avanti e lasciare il posto». Paolo Marchesa Grandi, il presidente, avrebbe ricordato a Rossetti, in risposta al suo intervento, che il proprio impegno e quello dei colleghi viene svolto senza indennità economica. Un ruolo, quello della Giunta, remunerato sino al mandato precedente all'attuale, svolto da Marchesa Grandi e quindi ben noto a Rossetti, in passato presidente della Comunità montana Valstrona e Basso Toce, come pure a Barbetta, per quindici anni al vertice della “Cusio Mottarone”. Ma lasciate da parte tali considerazioni, la minoranza rimane decisa a voler fare riflettere tutti i componenti del Consiglio sull'applicazione probabile dell'articolo 16 della legge 148/2011. I piccoli Comuni sono destinati a scomparire, se non riescono a dimostrare di mantenere alcuni servizi in convenzione con altri. «Il problema è che i nostri piccoli comuni cercano le convenzioni con quelli più grossi, che sicuramente non hanno interesse ad attivarle con noi perché riescono a stare in piedi benissimo - ha riflettuto Barbetta, che risiede a Madonna del Sasso, Comune al confine tra le provincie di Vco e Novara - Questo rischia di favorire un “fuggi fuggi” di personale che, attraverso la mobilità, cerca in tutti i modi di allontanarsi dall'ente montano e dai piccoli Comuni. La Comunità montana è un ente destinato a sparire: se non verrà realizzata un Unione di Comuni, o come la si voglia chiamare, come si potranno mantenere le competenze e i servizi esistenti grazie all'istituzione di questo ente? Senza una prospettiva di futuro non si va da nessuna parte». In risposta a tale atteggiamento, l'ente montano presieduto da Marchesa Grandi, ha indetto un Consiglio aperto di Comunità montana per lunedì 25 giugno alle 18.30 presso l'auditorium del Forum. Per l'occasione sono stati invitati anche il presidente della Regione con la Giunta, il presidente del Consiglio Regionale, i parlamentari e i senatori locali, i presidenti delle Comunità montane del Vco, i sindaci del territorio, l'Uncem e le organizzazioni sindacali.

Luisa Paonessa

Articolo di: sabato, 09 giugno 2012, 10:09 m.
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