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venerdì, 15 dicembre 2017
Articolo di: mercoledì, 07 marzo 2012, 3:30 p.

Visita del vescovo Franco Giulio Brambilla nel vicariato di Borgomanero

Si è conclusa martedì sera con una solenne messa celebrata nella Collegiata di San Bartolomeo

BORGOMANERO - Con una solenne messa celebrata nella Collegiata di San Bartolomeo si è conclusa martedì sera la prima visita pastorale nel Vicariato di Borgomanero del nuovo Vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla che era iniziata lunedì con l’incontro al Santuario del Ss. Crocifisso di Boca con i sacerdoti ed è proseguita con altri importanti incontri sul territorio.
Non solo con i religiosi e con quanti operano all’interno delle Parrocchie ma a anche con altre importanti realtà locali: tra queste la visita martedì mattina alla Cooperativa “Il Ponte” di Invorio che dal 1988 dà lavoro a giovani disabili, l’incontro con gli ammalati e gli operatori sanitari dell’Ospedale Ss. Trinità e l’inaugurazione martedì pomeriggio della nuova sede della Caritas cittadina in via Novara 2 nell’abitazione dello scomparso don Angelo Uglione per anni rettore della Chiesa di San Gottardo.
La sera prima c’era stato invece l’incontro con i “laici” nella sala conferenze dell’Oratorio parrocchiale intitolata a don Gianni Cavigioli che fu prevosto di Borgomanero dal 1956 al 1988.
Accolto con entusiasmo da oltre trecento persone Monsignor Brambilla ha ascoltato con grande attenzione gli interventi dei rappresentanti delle diverse commissioni pastorali che oltre a relazionare il Vescovo sull’attività svolta hanno posto l’accento su alcune “criticità” che negli ultimi anni sono state accentuate dalla crisi  non solo economica che non ha risparmiato un territorio molto vasto nel quale vivono 79.000 persone con 33.600 famiglie e dove sono presenti 54 parrocchie con 38 parroci.
Un territorio che, ha ricordato il vice presidente del consiglio pastorale Gabriella Valsesia quando negli anni ‘80 venne in visita monsignor Aldo Del Monte  vantava la più alta frequenza alle funzioni religiose di tutta la Diocesi.  Una crisi generalizzata che ha coinvolto i giovani,le famiglie, le istituzioni e anche le parrocchie.
Monsignor Brambilla ha risposto a braccio con parole di stimolo e di speranza utilizzando un linguaggio chiaro e accessibile a tutti. Non è stato un discorso il suo e neppure un’omelia ma una dialogo aperto e cordiale con la gente, con qualche inevitabile e per questo ancora più apprezzata battuta in dialetto della sua terra di origine. “La ricchezza di questa zona – ha sottolineato – mi era stata annunciata. Qui mi sento a casa perché il borgomanerese è molto simile alla mia Brianza”.
Parlando dei giovani e del loro futuro il Vescovo ha fatto un passo indietro. “La nostra generazione – ha detto aveva a disposizione pochi ingredienti e solo con quelli , stringendo i denti ha costruito il futuro. Abbiamo però commesso un errore, quello di evitare le fatiche alle nuove generazioni ripetendo la solita frase:voglio evitare a mio figlio quello che ho passato io. Così sono nati i figli dell’abbondanza”.
Ribadendo quello che aveva già sottolineato qualche settimana fa’nel giorno del suo ingresso in Diocesi ha aggiunto: “Non possiamo permetterci il lusso che i nostri figli restino eterni adolescenti, ma dobbiamo soprattutto star loro vicino perché diventare grandi è una sfida,un lavoro, una fatica, esige agonismo e dedizione. Uno diventa grande quando realizza nella sua scelta di vita quello che ha sognato da giovane: nella professione e nella famiglia, nella fedeltà al proprio ideale e nell’impegno civile”. Un ruolo fondamentale nell’educazione dei giovani ce l’ha sicuramente la famiglia ma anche la Parrocchia “che deve avere però la capacità di rinnovarsi ed essere al passo con i tempi”.
Monsignor Brambilla o meglio “don Franco” come ha chiesto di essere chiamato ha poi affrontato altri temi come l’impegno nel sociale e l’invito  a tutti presenti a “imparare a dire la parola cristiana dentro l’alfabeto della vita umana”. Ha quindi ribadito alcuni concetti fondamentali tra cui quello della sacralità della domenica che “non è solo il giorno del tempo libero e del riposo ma deve essere il tempo della festa da dedicare alle relazioni familiari e sociali”. L’incontro si è concluso con un abbraccio caloroso tra la gente comune e il suo nuovo Pastore.                                                                                     

Carlo Panizza

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Articolo di: mercoledì, 07 marzo 2012, 3:30 p.
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